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Non può assistere la moglie malata…
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Non può assistere la moglie malata perché ha finito i permessi: i colleghi gli regalano 1 anno di ferie

30 Maggio 2022 • di Marta Mastrogiovanni
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Più dell'80% delle nostre giornate le trascorriamo al lavoro e con i colleghi, e non sempre in condizioni piacevoli visto che non è facile trovare delle vere amicizie in ufficio. Per fortuna, però, Giuseppe Mora, un infermiere di sala operatoria presso il Policlinico di "San Marco di Zingonia", in provincia di Bergamo, ha trovato dei colleghi disposti a gesti di grande solidarietà nei suoi confronti. Giuseppe, detto Beppe, deve prendersi cura di sua moglie Sara, anche lei infermiera, che da sei lunghi anni soffre di una grave malattia polmonare. Beppe, però, ha finito le ferie e i permessi, mentre le condizioni di sua moglie Sara peggiorano e l'unica soluzione a cui riesce a pensare è l'aspettativa, e rimanere per mesi senza stipendio. È a quel punto che tra i suoi colleghi, e non solo, è scattata una catena di solidarietà.

via: Repubblica

È accaduto al Policlinico San Marco di Zingonia (nella Bergamasca) dove tutto il personale sanitario e amministrativo ha...

Pubblicato da la Repubblica su Domenica 29 maggio 2022

Nel 2016, Sara ha scoperto di soffrire di una forma rara di ipertensione polmonare, nonostante inizialmente pensava si trattasse solo di una forma di asma o qualche tipo di allergia. Da quel momento in poi, si è sottoposta a numerose visite e controlli, nonché ad un trapianto di polmoni nel 2021. Suo marito Beppe, 47 anni, le è sempre stato accanto: i due sono infermieri all'interno dello stesso Policlinico e insieme hanno una figlia. Gradualmente, però, Beppe ha iniziato ad esaurire i suoi giorni di ferie e con essi anche i permessi, utilizzati per restare accanto alla moglie e alla figlia. Inizialmente, sembrava che Sara potesse tenere a bada la malattia con dei farmaci, ma ben presto si è rivelata una falsa speranza: quello che le serviva era un trapianto di polmoni. 

La bella notizia dell'arrivo di polmoni compatibili è arrivata il 21 giugno del 2021 e Sara si è sottoposta all'operazione. In totale, dopo il trapianto, ha trascorso due settimane in terapia intensiva e 40 giorni ricoverata in ospedale. Sembra l'epilogo a lieto fine di una lunga storia travagliata, ma purtroppo non è così. Sara peggiorerà nei tre mesi successivi a causa di un rigetto degli organi.

La donna deve essere intubata d'urgenza e curata nel più breve tempo possibile. Beppe a quel punto ha esaurito le ferie e l'unica cosa che può fare è chiedere l'aspettativa: "Avevo finito tutti i permessi. Non mi rimaneva che chiedere l'aspettativa, anche se l'idea di restare senza stipendio per mesi era un peso che si aggiungeva alle tante preoccupazioni legate alla malattia". È qui che sono intervenuti i suoi colleghi ad offrire a Beppe il massimo supporto: "Chiamo il mio caposala delle sale operatorie, Diego Di Vito, per capire come procedere. Il giorno dopo mi chiama e mi dice che non c'è bisogno che io chieda l'aspettativa".

Ognuno di loro ha offerto a Beppe un giorno di ferie, arrivando a coprire un periodo di 39 giorni. Ma questo bellissimo gesto ha fatto ben presto il giro dell'ospedale, andando a toccare i cuori di tutti: fisioterapisti, operai, tecnici, magazzinieri e altri medici hanno offerto le loro ferie, arrivando ad un totale ore di 1800. In pratica, hanno regalato a Beppe 1 anno di ferie.

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Il 47enne non potrebbe esser loro più grato: "Non potevo crederci, ero commosso da tutta quella solidarietà. Non lo dimenticherò mai. Ora il mio desiderio più grande è che Sara possa ricominciare a essere quella di prima e che io possa tornare al lavoro e riabbracciare tutti i colleghi".

Ora non vediamo l'ora di scrivere un bellissimo lieto fine e augurare il meglio a questa famiglia che merita un po' di tranquillità.

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