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Non chiamatela depressione o ansia:…
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Non chiamatela depressione o ansia: l'apatia è capace di privarci di ogni stimolo e interesse esterno

26 Ottobre 2020 • di Simone Fabriziani
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Se sentite da un po' di tempo che vi manca la voglia di uscire di casa, che tutte le attività ricreative casalinghe come ad esempio leggere un libro, vedere un film non siano poi così allettanti come una volta, se in generale provate sentimenti contrastanti su cui prevale quella che all'apparenza potreste classificare come "svogliatezza", non allarmatevi: probabilmente state attraversando un periodo della vostra vita in cui vi è stato privato qualcosa, in cui le mura di casa si sono rivelate per voi come una prigione asfissiante...

Non è difatti un caso che gli isolamenti fisici, la mancanza di contatto fisico prolungato, la sensazione di vivere una vita più simile ai monaci di clausura imposta siano strettamente legati a questa generale sensazione di svogliatezza priva di stimoli esterni: si chiama accidia, anche meglio conosciuta come apatia.

Il termine "accidia" deriva dalle parole greche a- che è un prefisso negativo, di privazione, e kedos, che significa "cura, preoccupazione, dolore o sofferenza". Una situazione psicologica senza cura medica quindi, almeno nell'antichità, quando la parola latina acedia faceva la sua comparsa in un testo tradotto dal greco nel VI secolo d.c. grazie al monaco Giovanni Cassiano, che così descrive questa sensazione interiore: "una tale svogliatezza fisica e una fame così grande come se si fosse logorati da un lungo viaggio o da un digiuno prolungato ... Poi ci si guarda intorno e si sospira che nessuno viene a trovarlo. Costantemente dentro e fuori dalla sua cella, guarda il sole come se fosse troppo lento a tramontare."

Una sensazione che nell'anno 2020, quello della pandemia globale causata dal Covid-19 che ha portato il mondo intero a prolungati mesi di lockdown ed isolamento domiciliare, è stata più universale che personale. Rimanere chiusi in casa per un lungo tempo carico di timori, di incertezza, senza poter vedere le persone care, magari con una vita sociale e quotidiana stravolta dal lavoro a casa o dall'assenza temporanea di lavoro, vi ha portato scuramente a provare una forte sensazione di apatia.

Non avete avuto voglia di vedere quel film o quella serie che da tanto volevate recuperate, non avete letto nessuno dei libri che avete lasciato in sospeso da troppo tempo, non siete riusciti a mantenere alta la concentrazione su ciò che era veramente importante. Volevate fare tante cose, ma alla fine siete rimasti praticamente bloccati dall'incertezza, dalla paura, stritolati dalle mura casalinghe che sembravano sempre più simili a una prigione.

Ma non chiamatela depressione o ansia a tutti i costi: si ha a che fare con qualcosa di diverso e, credete a noi, molto più comune di quanto non si pensi.

Tags: UtiliPsicologia
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