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Se non vuoi o non puoi rispondere ad…
La chiave del cambiamento è liberarsi dalla paura: non abbiate timore delle novità Alla mamma esausta che ogni tanto si nasconde in bagno a piangere: sappi che sei meravigliosa.

Se non vuoi o non puoi rispondere ad un Whatsapp, hai tutto il diritto di ignorarlo

03 Settembre 2019 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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Messaggi audio, di testo, immagini, clip animate, notifiche, conferme di lettura e molto altro. Chi non convive ogni giorno con queste cose? 

WhatsApp è installata praticamente su ogni smartphone e tablet che ci circonda nel mondo e, per quanto all'inizio si possa resistere, prima o poi ognuno entrerà nel mondo di questa amata e odiata applicazione dal logo verde. 

Ebbene sì, abbiamo scritto proprio "amata e odiata" perché se è vero che ormai l'immediatezza nel comunicare non è più una novità, è altrettanto vero che le app di messaggistica istantanea ci sottopongono spesso a veri e propri obblighi, ai quali però possiamo - e dobbiamo - reagire. Non stiamo esagerando: ecco perché.

La comunicazione immediata, semplice, istantanea non è sempre sinonimo di buona comunicazione. Di sicuro torna utile in molti momenti e in svariate situazioni (ad esempio quando si ha bisogno di inviare al volo foto di documenti o di cose importanti), ma ci sottopone a una sorta di "ricatto morale" qualora non rispondessimo con la dovuta rapidità o come ci si aspetta.

Rispondere poco, non velocemente o frequentare poco i social network significa essere additati come "asociali", fuori dal mondo, in qualche modo "strani". Chi trascorre ogni momento a postare foto, video o a messaggiare esige immediatezza: se non la riceve, potrebbe addirittura prendersela, entrare in conflitto con i destinatari delle sue attenzioni e mettere a rischio i rapporti.

Comunicare davvero, però, non è questo. Le reti sociali che corrono sugli attuali mezzi di comunicazione sono virtuali, e cercano di sostituirsi al contatto reale. È per questo che, invece di avvicinarci, finiscono per isolarci, protetti come siamo nella nostra sfera "social" e convinti allo stesso tempo di essere accettati e popolari.

immagine: Pexels

Sarebbe realmente il caso, allora, di cominciare a tenere a mente che, se una persona non ci risponde su WhatsApp, non è strana o asociale e non ci sta facendo uno sgarbo personale. Potrebbe solo essere impegnata a fare qualsiasi cosa, dal lavoro a una passeggiata al sonno o potrebbe, in parole ancora più semplici, non aver voglia di prendere il telefono e scrivere.

Non si tratta di comportamenti "alieni", ma semplicemente umani. Se smettessimo di sentirci obbligati a rispondere all'istante, magari solo per soddisfare le aspettative degli altri e non farci "rimproverare", di sicuro saremmo già un passo avanti. E vivremmo più tranquilli.

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