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Dopo i 40 anni bisognerebbe lavorare…
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Dopo i 40 anni bisognerebbe lavorare solo 3 giorni a settimana: lo rivelano gli esperti

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Per molti versi sarà anche plausibile che “i 40 anni sono i nuovi 20” ma non certo dal punto di vista del lavoro. Secondo uno studio effettuato dai ricercatori dell’Università di Melbourne, superato questo traguardo anagrafico bisognerebbe ridurre o comunque mantenere un numero moderato di ore settimanali. Pena un maggiore e più rapido declino delle facoltà cognitive, senza contare altri spiacevoli effetti collaterali sullo stato di salute generale.

via: BBC
immagine: Pixabay

Sono stati presi in esame 3500 donne e 3000 uomini al di sopra dei 40 anni, sottoposti a test di lettura ad alta voce e di memorizzazione di sequenze numeriche. I soggetti con un occupazione entro un range di 30 ore per settimana hanno avuto risultati migliori rispetto agli altri individui con un lavoro che li impegnava per circa 50 ore o più. L’indagine ha avuto l’obiettivo di verificare la soglia massima di tolleranza del cervello e dell’organismo relativamente al carico di stress e di lavoro. Spesso gli esperti sottolineano come l’attività mentale sia essenziale per il buon mantenimento delle facoltà cerebrali, specialmente in età avanzata. Tuttavia sembra che questa sorta di allenamento non debba superare un certo sforzo.

Il super lavoro, anche quando si tratta di “materia grigia”, non è mai salutare, anzi finisce per dare l’effetto contrario. L’esito è un calo dell’attenzione, perdita di memoria e minore lucidità a lungo termine. La ricerca non è stata così stratificata da far emergere correlazioni tra le diverse tipologie di mestieri e i danni da essi derivanti, di certo vi è che il troppo è dannoso in ogni caso.

immagine: Pixabay

Si può supporre che svolgere una professione gradevole e gratificante riduce in parte gli effetti deleteri del sovraffaticamento, ma anche in questa circostanza bisogna prima approfondire la questione. L’ideale dopo i 40 anni sarebbe quindi dedicarsi ad un part time, per un massimo di 3 giorni a settimana.

Il problema è che al giorno d’oggi nel mondo occidentale gli individui vengono spinti a produrre sempre di più, senza contare che non è assolutamente inusuale per qualcuno addirittura “cominciare” a lavorare proprio a 40 anni. Lo studio evidenzia che tra l’inattività e la super attività cerebrale, la prima sia comunque più nociva per le funzioni cognitive, ma qualora sia possibile è sicuramente preferibile ridurre gli impegni, per il proprio benessere.

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