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Ecco cosa succede al tuo corpo e alla…
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Ecco cosa succede al tuo corpo e alla tua mente quando ti concedi un pisolino di soli 20 minuti

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Nell’era in cui i principali fondatori dei colossi tecnologici e digitali del pianeta rivelano che il segreto del loro successo sta proprio nel dormire poco, la scienza sta rivalutando i benefici del vecchio “pisolino” quotidiano.

Gli umani rientrano nel 15% di mammiferi dal sonno monofasico, cioè una sola volta al giorno. Non è ancora chiaro se sia genetico o se sia stata la società che ha modificato i bioritmi, ma ciò che è sicuro è che in generale oggi non si dorme abbastanza.

immagine: Venturist/Flickr

Fare un riposino di tanto in tanto non è soltanto salutare ma ha anche effetti positivi sull’efficienza e sulla produttività. Concedersi una pausa durante la giornata può essere infatti il rimedio per i moderni deficit di sonno, aiutando il cervello a ricaricarsi a dovere. Più energia vuol dire maggiore creatività, apprendimento veloce, ragionamento efficace e tempi di reazione più rapidi.

Questa nuova tendenza viene denominata “napping” e sempre più studi ne decantano le qualità benefiche. Un sano pisolino riduce la pressione sanguigna, allevia lo stress, fa bene al cuore e restituisce funzionalità alle capacità cognitive. Come se non bastasse pare che dormire quel tantino di più aiuti anche a gestire il cortisolo e a perdere peso.

immagine: pixabay

Stando ai numeri chi riposa almeno 3 volte alla settimana per una media di 20-30 minuti ha circa il 37% in meno di probabilità di morire per malattie cardiache rispetto agli stacanovisti della veglia. Lo dimostra il fatto che nei paesi dove la classica “siesta” è una consuetudine comune, il tasso di incidenza degli infarti è molto più basso.

Altro vantaggio del riposino è il potenziamento della memoria, il rilassamento, il miglioramento delle prestazioni e l’acuirsi dell’attenzione nei momenti di utilità. A quanto pare il sonnellino è molto più efficace di una tazza di caffè a metà giornata per sentirsi nuovamente pieni di energia.

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immagine: pexels

Relativamente alla lunghezza dei break ci si orienta intorno ai 20-30 minuti, sufficienti per accentuare la prontezza mentale, l’apprendimento motorio e la memoria verbale. Dai 30 ai 60 minuti si incrementano anche le capacità decisionali, per cui si può avere le idee più chiare una volta svegli. Dai 60 ai 90 minuti si riesce a entrare nella fase REM così che il cervello si resetta e ci recupera completamente. Meglio tuttavia non eccedere quando ci si accorge che il napping di diurno si traduce in una riduzione del sonno notturno.

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