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Ecco cosa accade ad un bambino quando…
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Ecco cosa accade ad un bambino quando sta a piedi nudi

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Assistere ai primi passi di un figlio è un’emozione immensa che resta scolpita nella memoria. La gioia di un genitore è pari solo alla premura di trovare le scarpine giuste che possano accompagnare il bimbo nella sua nuova avventura. Non basta scegliere il modello più carino ma occorre acquistare quello più funzionale e confortevole. Tutto ciò però potrebbe rilevarsi fatica sprecata poiché secondo alcuni studi la migliore soluzione per i bambini è restare a piedi nudi.

immagine: maxpixel

Le capacità che un bambino deve sviluppare per imparare a camminare bene sono l’orientamento spaziale, la coordinazione e l’equilibrio. Il sistema sensoriale di un organismo in crescita è in grado di acquisire queste abilità in maniera migliore e più veloce proprio senza l’ausilio delle scarpe.

I piedi infatti sono tra gli organi più ricchi di ricettori e sono quindi determinanti nel trasmettere al cervello le informazioni necessarie attraverso il contatto diretto con il suolo. Questo meccanismo agisce in sinergia con i sistemi propriocettivo e vestibolare, determinando movimento, postura e centro di gravità.

immagine: maxpixel

Ciò non vuol dire che i piccoli non debbano affatto indossare scarpe, ma che si dovrebbe limitarne l’uso soltanto quando si è all’esterno, lasciando i piedini liberi quando il bimbo si trova in casa o in un ambiente controllato e sicuro.

L’utilizzo precoce di calzature può rappresentare un ostacolo per lo sviluppo cerebrale del bambino, impedendogli di imparare a camminare in modo corretto. Una volta acquisita maggiore padronanza nella deambulazione, si può pensare a prendere delle scarpe con suola più ferma.

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immagine: picryl

Tra gli aspetti più interessanti delle ricerche vi è che questi principi possono essere applicati anche agli adulti. Non importa l’età dell’individuo perché anche nella maturità o nella terza e quarta età il cervello può ancora beneficiare del continuo feedback tattile ricevuto dai piedi. In questo modo vengono generate nuove connessioni neurali e si può ottenere un discreto miglioramento nelle capacità di movimento e di equilibrio.

Si tratta ovviamente di rimedi da adottare sempre sotto controllo medico, ma sicuramente efficaci per aiutare i soggetti con difficoltà motorie a riacquistare più padronanza ed efficienza nelle attività quotidiane.

Tags: BambiniUtiliSalute
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