Vietano a padre e neonata di prendere l'aereo per tornare a casa: una vedova gentile li ospita a casa sua

di Marta Mastrogiovanni

22 Dicembre 2022

Vietano a padre e neonata di prendere l'aereo per tornare a casa: una vedova gentile li ospita a casa sua
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Essere genitore significa avere delle responsabilità nei confronti dei figli, proteggerli e assisterli in tutto ciò di cui hanno bisogno. I bimbi molto piccoli, poi, sono una gioia ma anche un pensiero: a loro, tante cose sono precluse, come ad esempio prendere un aereo. Ne sa qualcosa il protagonista di questa storia, un uomo che era volato in un altro Stato per prendere in custodia la figlioletta nata da una precedente relazione. La bimba, nata solo da pochi giorni, ancora non aveva un certificato di nascita e non poteva prendere il prossimo volo per tornare a casa con il padre biologico. L'uomo, disperato, si è ritrovato bloccato in aeroporto senza sapere cosa fare. Per fortuna, un "angelo" è intervenuto a salvare la situazione.

via CBS News

Youtube / AZFamily

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Rubin Swift, all'epoca 43enne, era volato fino a Phoenix per prendere in custodia sua figlia biologica. L'uomo è rimasto bloccato in aeroporto poiché non si aspettava che un funzionario gli impedisse di partire con la bambina, Andrea. La piccola, di soli quattro giorni, aveva bisogno del certificato di nascita, ma l'ospedale gli aveva detto che ci sarebbero voluti almeno 7 giorni per ottenerne uno. Rubin non sapeva come fare ed era preoccupato che, se l'avessero visto dormire in aeroporto con una bimba così piccola, gliel'avrebbero portata via.

L'uomo, allora, si è poi ricordato di un'infermiera volontaria dell'ospedale di Boston, conosciuta nel reparto di terapia intensiva neonatale. Joy Ringhofer, una vedova di 78 anni, avrebbe potuto essere la sua unica salvezza e così è stato. La donna si era offerta di accompagnarlo all'aeroporto quel giorno e gli aveva lasciato il suo numero di telefono. Rubin, dunque, ha provato a contattarla e lei si è subito precipitata in suo aiuto

"Gli ho detto: 'Ti porterò a casa con me'", ha raccontato Joy ai media locali.

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Pexels / Not the actual photo

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Joy Ringhofer, vedova di 78 anni, ha dunque accettato senza batter ciglio di ospitare un completo sconosciuto a casa sua, assieme naturalmente alla figlioletta, per diversi giorni. "Lei è una bisnonna che ha recentemente perso il marito" ha spiegato Rubin, pieno di gratitudine per la donna, "Sapeva molto poco di me, eppure mi ha accolto. Il colore diverso della pelle non era un problema per lei. Mi ha mostrato che in questo mondo pazzo c'è ancora un po' di compassione". L'intervento fi Joy è stato davvero provvidenziale e anche la moglie di Rubin lo ha riconosciuto: "Non avevamo i soldi per una camera d'albergo o un'auto a noleggio e non volevo che dormisse in aeroporto. Ero spaventata perché sembrava che non avessimo più opzioni".

Per Joy è stato un vero piacere fare da nonna alla piccola Andrea e anche Rubin ha riconosciuto subito il particolare legame che sembra essere nato tra la donna e la figlia: "La signora Joy è un angelo e si era molto legata ad Andrea. Ogni volta che mia figlia sentiva la sua voce, il suo viso si illuminava. Non appena ci ha accolti, ho capito che saremmo rimasti amici per la vita". Grazie all'intervento di Joy, Rubin e la figlia sono potuti tornare a casa sani e salvi. Dopo un'esperienza del genere, Joy è rimasta nella vita di Rubin, il quale conserverà il ricordo indelebile di quella gentile signora.

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