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Questo cane ha imparato a viaggiare…
La chiamavano L'orzaiolo è un fastidioso rigonfiamento che può interessare le nostre palpebre: alcune delle cause principali

Questo cane ha imparato a viaggiare in treno da solo per poter tornare a trovare il suo amico umano

02 Ottobre 2021 • di Marcello Becca
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Sono molti i cani che hanno ispirato romanzieri e registi, dal cane Buck del romanzo "Il richiamo della foresta" a Hachiko dell’omonimo film del 2009 con Richard Gere. Sono storie di devozione, fedeltà e intelligenza, tutte doti che i cani mostrano in maggior misura rispetto a noi umani. Anche la storia di Lampo è una di queste meravigliose favole. Oggi la vicenda di questo animale è celebrata con una statua dedicata alla sua memoria che è possibile ammirare nella stazione di Campiglia Marittima in provincia di Livorno, in Italia. Una storia che appassionò e commosse il pubblico negli anni ‘50.

 


Anche se sembra una storia da romanzo, la vicenda di Lampo è veramente avvenuta nel 1953. Arrivato in modo misterioso alla stazione di Campiglia Marittima, un grosso cane strinse una simpatica amicizia con il vice-capostazione Elvio Barlettani. Il cane sapeva farsi voler bene sia dal ferroviere, sia da sua figlia Mirna che decise di chiamarlo Lampo.

Certo, le regole della stazione non prevedevano che un cane potesse soggiornarvi liberamente. Tuttavia Lampo, dolce e discreto, diventò un ospite fisso e cominciò ad accompagnare Mirna a scuola prendendo il treno. Progressivamente, Lampo cominciò a spostarsi in treno autonomamente da una città all’altra per tornare sempre alla sua casa a Campiglia.

Purtroppo però, le autorità costituite dovettero intervenire per assicurare la sicurezza sulla viabilità. Così la direzione della stazione costrinse il vice capostazione a liberarsi del cane. Elvio e la figlia, tristissimi, misero Lampo su un treno per Napoli pensando che non sarebbe riuscito a tornare. Ma questo tentativo di allontanarlo fallì miseramente: il cane tornò facilmente alla sua casa e alla sua famiglia. Furono allora costretti a lasciarlo presso un contadino pugliese in provincia di Barletta. Questa volta Lampo sembrava essere stato costretto ad una nuova vita. Eppure, nonostante i 600 km che lo dividevano da Campiglia, lo videro ritornare a casa.

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La storia di Lampo fu ripresa dai giornali dell’epoca che diedero una notevole celebrità al cagnone. Le sue foto apparvero su numerosi quotidiani e rotocalchi portando alla fama l’intelligenza e la caparbietà di questo animale. Ci fu chi cercò di ricostruire la sua storia: il cane era stato visto scendere da una nave per poi essere accudito da un senzatetto vicino a Campiglia.

Nonostante il cane sia venuto a mancare nel lontano 1961, la vicenda rimase nei cuori delle persone della piccola stazioncina italiana al punto da edificare una statua in suo onore, ancora visibile nella cittadina toscana. 

Un esempio di fedeltà che va oltre le...quattro zampe!

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