Quest'uomo ha costruito una città immaginaria in scala 1:6 per dimenticare un trauma che gli ha sconvolto la vita - GuardaCheVideo.it
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Quest'uomo ha costruito una città immaginaria in scala 1:6 per dimenticare un trauma che gli ha sconvolto la vita

25 Aprile 2021 • di Simone Fabriziani
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Dai traumi fisici e psicologici può nascere un talento artistico unico nel suo genere ed inaspettato. Esistono molte storie di persone che hanno affrontato eventi durante la propria vita che gli hanno decisamente cambiato la prospettiva di vedere le cose; che sia un grave incidente o una malattia debilitante, la perdita improvvisa di una persona cara e via dicendo, tutti accadimenti che possono generare due tipi di conseguenze su una persona: una lenta discesa nella depressione e nella mancanza di entusiasmo ed autostima, oppure la nascita di un talento creativo assolutamente inaspettato...

immagine: Phil Roeder/Flickr

Oggi vogliamo parlarvi dell'incredibile storia vera di Mark Hogancamp, un uomo che vive a Kingston, nei sobborghi della città di New York, che nel 2000 ha subito un trauma fisico e psicologico che ha cambiato la sua vita per sempre. A quel tempo, Mark aveva 38 anni e poche prospettive di una vita appagante e soddisfacente; non aveva una compagna, non era sposato e non aveva un lavoro, mancanze che completava recandosi spesso al pub più vicino bevendo birra ed altri alcolici. Proprio nel 2000, mentre era a conversare piacevolmente con alcuni avventori del bar, Mark si lasciò sfuggire che gli piaceva indossare scarpe da donna e calze di nylon per puro diletto. Un dettaglio che quegli uomini bruti e bigotti non hanno lasciato impunito: lo hanno aspettato fuori dal locale lo hanno pestato gravemente, lasciandolo con danni cerebrali molto importanti...

Mark è rimasto in coma farmacologico per ben 9 giorni dopo l'agguato, risvegliandosi in un mondo che non riconosceva più come suo: i danni cerebrali gli avevano cancellato parte della memoria di quello che ricordava prima del brutale attacco fuori dal locale di Kingston. Mark sapeva però che, dopo la lunga riabilitazione che gli aveva permesso di tornare a camminare e a parlare correttamente, aveva bisogno di dare una forma a tutta quella rabbia, tutta quella frustrazione e quell'odio che provava contro i suoi bigotti aggressori.

Per questo motivo negli anni successivi ha deciso che avrebbe sublimato il suo trauma psico-fisiologico nella creazione artistica più straordinaria a cui potreste pensare...

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Quello che ha realizzato Mark Hogancamp negli anni è stato poi oggetto di moltissima attenzione dei media, prima locali e poi internazionali, protagonista di mostre fotografiche ed installazioni in prestigiose gallerie d'arte; l'uomo ha ricostruito la sua cittadina di Kingston grazie all'aiuto di bambole, pupazzi in plastica ri-assemblati da lui stesso, scenografie in scala 1:6 costruite con le sue mani grazie ai materiali acquistati presso il negozio di bricolage ed artigianato del quartiere. La cittadina ricreata dalla mente e dal talento creativo di Mark è stata ribattezzata Marwencol, è ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale ed ogni personaggi fittizio, rappresentato da una bambola o da un action figure, è la sublimazione di personaggi della vita reale di Mark: dall'avvocato che lo ha aiutato a perseguitare legalmente gli aggressori alla madre di Mark, dalle donne più importanti della sua vita fino al gruppo di nazisti cattivi che minacciano la cittadina immaginaria, chiaramente ispirati agli assalitori del 2000..

Oltre ad aver realizzato una cittadina della Seconda Guerra Mondiale in scala 1:6, Mark si è anche dilettato nello scattare fotografie molto professionali e molto emozionanti dei suoi personaggi; opere artistiche di valore che sono state protagoniste di mostre all'interno di gallerie d'arte, riviste specializzate e di un documentario del 2010 dal titolo Marwencol che racconta proprio la vita di Mark Hogancamp.

La storia emozionante di quest'uomo speciale ha ispirato anche un delizioso film dal titolo Benvenuti a Marwen del 2017, diretto dal regista premio Oscar Robert Zemeckis.

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