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La tecnica delle 5 domande per insegnare…
La storia di Maru, il cane che ha attraversato 200 chilometri per tornare dai suoi proprietari Tablet? No, grazie. Per stimolare l'intelligenza dei nostri figli, meglio una chitarra!

La tecnica delle 5 domande per insegnare ai bambini a gestire la rabbia

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La maggior parte dei genitori lo sa bene: i loro figli si arrabbiano, spesso senza motivi apparenti, dando luogo a momenti di vero e proprio caos. Del resto, proprio come gli adulti, anche i più piccoli possono avere dei momenti in cui è difficile trattenere l'ira. A differenza dei grandi, però, non sono sempre in grado di gestirla, e questo fa sì che possa diventare incontrollabile.

Senza pensare di trattare la rabbia dei figli con gli strumenti con cui si tratterebbe quella degli adulti, è opportuno tenere a mente e provare a mettere in pratica un utile gioco, che può essere riassunto in cinque domande. Vediamo come funziona.

Come tutti i sentimenti che gli esseri umani provano, anche la rabbia ha una sua origine, un suo sviluppo e una sua modalità di svolgimento. Identificarla al meglio è quindi opportuno anche per i più piccoli. Ecco cosa si può chiedere al bambino se sta per arrabbiarsi o se è già arrabbiato, per aiutarlo a gestire al meglio la sua ira.

1. Cos'è la rabbia?

È importante domandarglielo per far riconoscere le varie emozioni. Identificare la rabbia con esperienze, azioni o eventi vissuti è un primo passo utile a inquadrare il problema, così come lo è il fatto di provare a identificarsi con i suoi sentimenti.

2. Che cosa mi fa arrabbiare?

Una volta identificata la rabbia in quanto emozione, occorre capire cos'è che la fa uscire fuori. Per un bambino, la lista può essere infinita: screzi con suoi simili, rimproveri dei genitori, giocattoli rotti o sottratti sono motivi di frustrazione che vanno distinti da vergogna, gelosia e altri sentimenti.

3. Cosa noto nel mio corpo quando mi arrabbio?

È importante far riflettere il bambino su cosa succede al suo corpo nell'attimo prima che la rabbia esploda: così il piccolo sarà in grado di capire cosa sta succedendo e agire in tempo.

immagine: Maxpixel

4. Cosa faccio quando mi arrabbio?

Emozioni e comportamenti sono due sfere distinte. I bambini non sempre riescono a dividerle, ma è fondamentale che associno determinati comportamenti "rabbiosi" ai veri sentimenti di ira che provano in quegli istanti. Così, potranno capire se hanno oltrepassato certi limiti, magari agendo in maniera violenta o urlando.

5. Cosa posso fare quando sono arrabbiato?

Una volta identificata l'emozione, occorre saperla gestire. Nel momento in cui l'ira sta esplodendo, è importante allontanarsi - anche fisicamente - da essa. Trovare un posto tranquillo e aspettare che la rabbia si sia placata è già una prima strategia. Respirare, cercare di rilassarsi e svolgere attività che facciano viaggiare la testa altrove per un po' sono altre cose che possiamo suggerire ai bambini. 

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immagine: VanessaQ/Wikimedia

Ovviamente, tutte queste tecniche e strategie vanno rapportate a ogni singolo caso, oltre che all'età del bambino. Le differenze anagrafiche, nei primi anni di vita dei piccoli, sono fondamentali perché cambiano totalmente il modo di reagire e gestire le loro emozioni. 

Per i genitori, allora, è utile ricordarsi di non reprimere per principio la rabbia dei bimbi. In quel momento, stanno manifestando un'emozione, ed è lecito che lo facciano. Ciò su cui bisogna agire è il comportamento che adottano durante l'ira. Se si prova a gridare o a comportarsi in modo più violento di loro, non si otterranno grandi risultati.

Se un genitore si arrabbia o urla ogni volta che il figlio fa qualcosa che non piace, il bimbo capirà che reagire così è assolutamente normale, e lo farà appena sarà possibile. Proprio come scrivere o leggere, insegnare ai piccoli la gestione delle emozioni è un passo fondamentale per educare al meglio i figli, soprattutto affinché crescano come persone tranquille e ragionevoli.

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