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Studentessa in lacrime perché non può…
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Studentessa in lacrime perché non può più permettersi di studiare: gli utenti le donano 14.000 euro

07 Novembre 2022 • di Irene Pastori
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Studiare all'estero è un'esperienza unica, ma molto costosa: non tutti possono permetterselo e per questo i Paesi offrono delle borse di studio per gli studenti più meritevoli, affinché possano godere del miglior servizio di istruzione possibile. Purtroppo, però, non sempre il sistema statale è efficiente al 100% e molti studenti si ritrovano a dover affrontare numerose avversità pur di proseguire il loro percorso di studi. Ne è un esempio Maëlle, una studentessa di 20 anni fuori sede la quale - trovandosi in una situazione precaria - ha deciso di raccontare il suo disagio in un video pubblicato su TikTok.


Maëlle, colpita come molti studenti dalla precarietà, ha confidato la sua angoscia ai suoi fan: "Non ce la faccio più…", afferma la giovane nel suo video intitolato "Vivere con 100 euro al mese?". La giovane ha spiegato che i suoi genitori - che vivono a Mayotte, in Francia - non hanno i mezzi per finanziare i suoi studi. Di conseguenza, la studentessa di Scienze Politiche che sta proseguendo la sua formazione a Berlino è stata costretta a lavorare quando l'importo della sua borsa di studio è diminuito negli anni.

Oggi la giovane riceve un sussidio di soli 100 euro al mese. Una somma irrisoria che non gli permette di vivere dignitosamente: "Quante ore dovrò lavorare oltre agli studi per potermi pagare da vivere?", si chiede nel filmato. Di fronte all'urgenza della situazione, ha contattato più volte il Centro regionale per i lavori universitari e scolastici (CROUS) il quale, però, non è stato in grado di aiutarla, perché i metodi di calcolo della borsa di studio sono fissi e standardizzati. 

"Le regole sono fatte male. Il CROUS si basa sull'accertamento fiscale dei miei genitori, senza tener conto del costo della vita a Mayotte. L'affitto, la spesa…lì è tutto molto caro", si rammarica la giovane, che lavora venti ore alla settimana, in particolare come babysitter, per finanziare le sue spese quotidiane. Il filmato ha velocemente fatto il giro dei social media, raccogliendo oltre quattro milioni di visualizzazioni. La sua angoscia ha spinto gli utenti di Internet a creare una raccolta fondi online per aiutarla.

In totale sono stati raccolti oltre 14.000 euro: "Mi avete appena cambiato la vita", ha dichiarato la giovane. In un secondo video, Maëlle ha rivelato che la raccolta fondi è stata chiusa e che parte di questo denaro sarà devoluta alle associazioni di sostegno degli studenti. "Sono inconsapevolmente diventata una portavoce degli studenti precari e voglio essere d'aiuto per le persone in difficoltà come me. Finché gli studenti non parlano, nessuno fa nulla", ha commentato la ragazza.

Una realtà, purtroppo, davvero disagevole, che colpisce tantissimi giovani e che speriamo possa risolversi al più presto.

Tags: ScuolaAltruismoStorie
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