Le bloccano la carta e il conto: "ho chiamato la banca per informazioni e mi è stato detto che ero deceduta"

Isabella Ripoli

15 Ottobre 2022

Le bloccano la carta e il conto:
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A qualcuno di noi sarà capitato di vivere momenti assurdi che dovrebbero solo essere dimenticati, chiudendoli nel più remoto cassetto della memoria. Situazioni paradossali davanti alle quali sembra quasi impossibile agire, eppure bisogna farlo, altrimenti non si può andare avanti.

Tra le cose strane che possono accadere, c'è, ad esempio, quella di ritrovarsi in un negozio e di non poter pagare perché la carta che si credeva attiva, in realtà non lo è. Una circostanza che può sembrare "banale", ma che non lo è se il motivo per cui ciò accade è a dir poco singolare come quello riscontrato dalla protagonista di questa vicenda. Scopriamolo insieme.

via The Sun

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Natalie Holdsworth è una donna inglese di 30 anni, che vive a Bridlington ed è mamma di 3 bambini. Un giorno qualunque era al supermercato quando, arrivata in cassa per pagare, le è stato comunicato che la sua carta non era più attiva. Una cosa molto strana, se si considera che lei non aveva mai contattato la banca perché ciò avvenisse e che la liquidità c'era. Forse un errore di sistema per cui il suo bancomat non funzionava? No, non era questa la ragione e non le restava altro che contattare la banca per avere informazioni. 

Una volta chiamato, la giovane ha parlato con un operatore: "Mi hanno detto di inserire vari codici per capire cosa fosse accaduto - ha raccontato Natalie - fino a quando dall'altra parte del telefono non mi sento dire che ero deceduta poco tempo prima". Proprio così. La 30enne era stata dichiarata scomparsa, ragion per cui la banca aveva deciso di bloccare il conto. Come mai visto che lei era viva e attivissima? 

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Tutto era nato, in realtà, dalla dipartita di sua nonna, Eileen McEvoy, di cui la nipote si prendeva cura. Poiché ogni mese veniva accreditata la pensione sul conto della giovane, quando l'anziana è venuta a mancare, il conto ad essere estinto è stato il suo e non quello giusto. Un errore, sicuramente, che ha causato non pochi problemi a Natalie.

"Dopo 3 ore di telefonata, mi è stato detto che era tutto ok, ma ho dovuto attendere alcune settimane prima di poter riutilizzare i miei soldi - ha raccontato la donna - Per fortuna ho avuto aiuto dal mio compagno e dalla mia famiglia, altrimenti mi sarei ritrovata nei guai". 

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Una volta conclusa la questione iniziale, Natalie ha provveduto a chiedere un risarcimento alla banca per il disagio provocato. Inizialmente, però, l'azienda le ha offerto sole 11£ per coprire le spese della chiamata di 3 ore, poi, dopo varie insistenze da parte della cliente, sono saliti a una cifra di 73£. Sempre troppo poche per il disservizio e le mancanze provocate, così la donna non si è arresa.

La Financial Ombudsman, allora, ha deciso di esaminare il caso nel dettaglio e le ha dato, infine, 1289£ di risarcimento. "La cifra resta comunque bassa - ha sentenziato Natalie - Mi hanno provocato molti problemi e devo recuperare diversi pagamenti rimasti in sospeso per questo giochetto. Non è semplice restare per così tanti giorni senza denaro". 

Una situazione singolare e alquanto brutta: non solo questa mamma si è vista sospendere i propri fondi, ma il fatto stesso di essere considerati deceduti e sentirselo dire, non farebbe piacere a nessuno. Tu come l'avresti presa al suo posto?

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