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Accumuli libri senza leggerli mai? Allora forse soffri di "Tsundoku"

26 Gennaio 2022 • di Marta Mastrogiovanni
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Vi è mai capitato di conoscere qualcuno che acquista libri nel corso della vita, senza mai riuscire a leggerli? Non stiamo parlando di persone che non leggono, ma di persone che acquistano compulsivamente libri, impilandoli sul comodino o nella propria libreria. In giapponese esiste una parola specifica per definire questa particolare condizione: "Tsundoku". Con questo termine si fa riferimento specifico a quei lettori che sembrano non poter fare a meno di acquistare nuovi libri, anche se ne hanno già accumulati in abbondanza precedentemente senza ancora averli letti. 

Vi riconoscete in questa particolare abitudine?


immagine: Pexels

La parola giapponese Tsundoku racchiude un concetto molto peculiare, che difficilmente riusciremmo a rendere chiaro in un'altra lingua con un singolo termine. Si tratta di una parola derivata, che deve la sua origine al termine tsunde, che significa "impilare cose" e oku, che significa "lasciare lì per un po' di tempo". Nell'evoluzione del termine, oku è diventato doku, che significa "libro": ed ecco come la lingua si è trasformata in base alla realtà e alla necessità di esprimere un concetto.

Con il termine tsundoku, però, non si intende mica il fatto di collezionare i libri, - chi soffre di tsundoku, semplicemente, si dimentica degli acquisti precedenti e si proietta con entusiasmo direttamente nella trama di un nuovo libro appena uscito. 

"C'è modo per uscirne?" si chiede qualcuno scherzosamente, - una domanda a cui diversi utenti hanno provato a dare una risposta.

Se proprio ci si accorge di accumulare troppi libri che, in un modo o nell'altro, non si leggeranno mai, sia per mancanza di tempo che di interesse ormai scemato, allora una soluzione potrebbe essere quella di donarli a chi ne ha davvero bisogno e desiderio. Altro trucchetto da non sottovalutare è abbandonare i libri cartacei e abbracciare gli ebook.

Ovviamente si tratta di una piccola mania con cui si può convivere benissimo e che non deve essere trattata o demonizzata. È un po' come quando si va a fare shopping sfrenato e si comprano dei vestiti che non sappiamo come e quando indosseremo, ma che in quel momento ci piacciono e il loro acquisto ci fa stare bene. Si spera che un domani torneranno comunque utili. I libri, comunque, non si buttano e siamo certi che "torneranno utili" nel momento del bisogno.

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