Addio al "nonno della terapia intensiva": ha tenuto tra le braccia i bimbi prematuri per oltre 15 anni

di Simone Fabriziani

19 Novembre 2020

Addio al "nonno della terapia intensiva": ha tenuto tra le braccia i bimbi prematuri per oltre 15 anni
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Quando nascono i bambini prematuri, il primo luogo che vedono con i loro occhi subito dopo essere venuti al mondo è un'incubatrice all'interno dell'unità di terapia intensiva neonatale; un luogo in cui medici ed infermieri si prendono cura di questi piccoli appena nati in maniera scrupolosa, anche se i genitori molto spesso non possono andare a trovarli per abbracciarli o stare vicino a loro. Qui è quando entrano in gioco gli hugger, ovvero color che abbracciano i bambini prematuri nelle terapie intensive, in mancanza dei genitori.

via Today

ABC News/YouTube

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Per ben 15 anni il Children's Health Care di Atlanta ha avuto uno degli hugger più amati della città statunitense; il suo nome è David Deuchtman  e dopo 41 anni di lavoro nel campo del marketing internazionale, ha deciso di andare in pensione e di riempire il suo tempo libero facendo il volontario all'interno dell'unità di terapia intensiva neonatale dell'ospedale pediatrico di Atlanta.

Un lavoro nobile che ha svolto con dedizione e tanta tenerezza per 15 anni, tenendo in braccio e coccolando quei bimbi prematuri che ancora non potevano godere della presenza dei genitori accanto a loro.

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ABC News/YouTube

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David è stato un vero e proprio angelo custode per questi bambini dell'unità di terapia intensiva prenatale, tanto che quando nel 2020 gli è stato diagnosticato un cancro al pancreas al quarto stadio, tutto il personale dell'ospedale pediatrico e i bambini cresciuti che lui aveva accudito si sono mossi per supportare la famiglia di David in un momento così difficile e per ricordargli ancora una volta come lui, semplicemente abbracciando e cullando questi bambini prematuri, aveva avuto un ruolo così' importante per la loro crescita.

ABC News/YouTube

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Purtroppo, David è deceduto all'età di 86 anni a causa de cancro al pancreas che lo aveva colpito duramente, lasciando un vuoto incolmabile nel cuore della sua famiglia e in quella di centinaia di madri e padri che, in attesa delle dimissioni ospedaliere dei propri piccoli prematuri, non hanno potuto tenere tra le loro braccia i figli e hanno lasciato che questo volontario dal cuore d'oro lo facesse gentilmente per loro.

Buon viaggio, caro David!

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