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"Non mi importa cosa pensa la gente":…
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"Non mi importa cosa pensa la gente": la madre difende il tatuaggio della figlia dedicato al papà scomparso

07 Settembre 2020 • di Simone Fabriziani
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Quando perdiamo una persona cara, con il tempo ci aggrappiamo al suo ricordo con oggetti a lui appartenuti, fotografie, luoghi, sapori, odori, sensazioni; l'assenza genera in noi una reazione tale che non vorremmo mai dire definitivamente addio a quella persona, per questo cerchiamo in tutti i modi di ravvivare il suo ricordo. Un modo alternativo per celebrare il pensiero di un nostro defunto è quello di farsi un piccolo tatuaggio simbolico sulla pelle.

Non tutti però accettano di buon grado l'atto di tatuarsi sulla pelle simboli o parole o immagini che ricordano una persona cara che è venuta a mancare; ne sa qualcosa Diana Register, che nel 2018 si è scagliata contro quelli che avrebbero potuto criticare la scelta di sua figlia Kaitlyn, di 15 anni, di farsi un tatuaggio dedicato alla memoria al padre, un agente di polizia che è deceduto a causa di un aggressivo cancro al pancreas.

Inizialmente, Diana era contraria alla scelta della figlia di farsi un tatuaggio che commemorasse la memoria del padre: " Qual era la sua ragione? Cosa voleva? Stava cercando di impressionare i suoi amici? Stava solo seguendo qualche tendenza?", la stessa cosa che aveva pensato della figlia minore Savannah, che si era tatuata sul piede i numeri romani I IV IX (1-4-9 era il numero di distintivo del padre).

Ma poi, dopo molta riflessione, Diana ha avuto un'illuminazione: " Vedete, dopo la sua coraggiosa lotta contro la malattia, il suo numero di distintivo è diventato sinonimo di forza, coraggio e speranza. Questo è ciò che significa per me, e chiaramente quello che significa per i miei figli."

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Alla fine, Kaitlyn ha avuto il suo tatuaggio dedicato al coraggioso papà, molto simile a quello della sorella Savannah: al lato del piede, i tre numeri romani che ricordano il distintivo del padre deceduto a causa del tumore al pancreas. Le parole della mamma Diana a tal proposito alla fine sono particolarmente illuminanti: " Quindi, quando Kaitlyn e sua sorella hanno deciso di farsi un tatuaggio per rispettare la battaglia e per onorare il loro eroe caduto, non c'era modo che io le intralciassi. Nemmeno per un secondo."

"Quindi sì, ho permesso a mia figlia di 15 anni di farsi un tatuaggio e no,  Possono mostrarlo come vogliono. Se lo sono guadagnato"

Un tatuaggio in onore di una persona cara che non c'è più non è necessariamente un atto di ostentazione o di moda, ma una maniera di celebrare tutti i giorni la memoria di una persona veramente speciale che ha lasciato un segno profondo nella vita delle sue straordinarie figlie.

Tags: CuriosiFamigliaStorie
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