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Un ragazzo compra la villa costruita…
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Un ragazzo compra la villa costruita dai suoi antenati come schiavi: la sua rivincita contro il razzismo

26 Luglio 2020 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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Ci sono luoghi che racchiudono un significato e un valore molto più profondi di quelli che hanno realmente. Per chi ne è consapevole, diventano dei veri e propri simboli del passato e di tanti momenti vissuti o storie importanti, magari legate alla propria famiglia. 

Ne sa qualcosa Robert Hartwell, un giovane attore gay di colore che, dagli Stati Uniti, ha deciso di rendere nota al mondo la sua personale "rivincita", un riscatto compiuto in nome di tutte le persone che lottano - e hanno lottato - contro il razzismo e l'omofobia. In che modo lo ha fatto? Semplicemente comprando una casa, che per lui è molto più di una normale abitazione. Si tratta di un simbolo.

Come ha raccontato in un suo post pubblicato su Facebook, che ha fatto rapidamente il giro del mondo, l'elegante villa in questione fu costruita nel 1820 per la famiglia Russell, che possedeva un cotonificio nella zona. Ovviamente, a quei tempi la schiavitù era del tutto legale, e a occuparsi dell'edificazione della dimora furono proprio decine di schiavi di colore, che sopportarono fatiche e soprusi indicibili in nome di una presunta "inferiorità".

Robert, quando ha visto che la grande casa era stata messa in vendita, sapeva che doveva essere sua. I suoi antenati, infatti, avevano partecipato come schiavi alla costruzione della villa, e comprarla avrebbe significato compiere un gesto di incredibile rivalsa nei confronti di tutte le sofferenze che patirono. Deciso più che mai, il ragazzo è diventato proprietario della dimora, nonostante la stessa persona che la stava vendendo nutrisse dei dubbi sulle possibilità economiche di Robert e lo avesse dissuaso dall'acquisto.

«Avrei voluto dire ai miei avi, quando si rompevano la schiena per costruire questa casa, che 200 anni dopo un nero gay l'avrebbe comprata per riempirla d'amore», ha scritto Hartwell commentando la sua "conquista". E non possiamo che essere d'accordo con lui, vista l'importanza che assume la sua storia alla luce di tutte le ingiustizie e gli episodi di violenza, razzismo e discriminazione che ancora oggi, purtroppo, continuano ad accadere nel mondo. Auguriamo a Robert di onorare sempre al meglio le sue origini e la sua identità!

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