La dipendente di un’azienda chiede un giorno di riposo per la sua “salute mentale”: la risposta del capo diventa virale

di Davide Bert

27 Aprile 2019

La dipendente di un’azienda chiede un giorno di riposo per la sua “salute mentale”: la risposta del capo diventa virale
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Tra i diritti dei lavoratori vi è quello di poter interrompere l’attività per motivi di salute, e stiamo parlando dei classici “giorni di malattia”. In questa categoria rientra un po’ tutto ciò che può compromettere le normali condizioni fisiche di un individuo, da una gamba rotta a un semplice raffreddore. Per i disturbi che influenzano il benessere mentale il discorso si complica, tra l’imbarazzo di chi ne soffre e la diffidenza di chi non li considera validi motivi per assentarsi dal posto di lavoro.

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A sdoganare la questione portandola all’attenzione di tantissime persone è stata involontariamente Madalyn Parker, sviluppatrice web di una società del Michigan, negli Stati Uniti. Tutto è accaduto nel giugno del 2017 quando la donna, da tempo in lotta contro la depressione, decise di chiedere al proprio capo un paio di giorni per riordinare le idee e concentrarsi sulla gestione del proprio disagio. Dopo aver inoltrato la richiesta e ricevuto l’ok a prendersi una pausa, Madalyn ha inviato una mail indirizzata ai propri colleghi scrivendo “Ehi squadra, mi assento oggi e domani per motivi di salute mentale, mi auguro di tornare all’opera la prossima settimana in piena forma”.

Trascorsi alcuni istanti la donna ha ricevuto dal capo della sua azienda il seguente messaggio “Ehi Madalyn, volevo solo ringraziarti di persona per essere stata schietta e sincera nella tua mail. Pensare alla salute mentale come un qualunque valido motivo per assentarsi dall’ufficio dovrebbe essere la regola non un’eccezione. Il tuo esempio può essere prezioso per migliorare la qualità della vita anche sul luogo di lavoro."

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Commossa dalla comprensione e dall’umanità del suo capo Madalyn ha deciso di condividere il messaggio sul web. Il post da allora è stato retwittato oltre 16mila volte e ha ricevuto più di 50mila like. Tra le tantissime condivisioni e commenti qualcuno ha ringraziato la donna per aver dato una speranza anche a chi come lei soffre di disturbi come depressione, ansia o attacchi di panico. Un mese dopo il famoso post, Ben Congleton, amministratore delegato della Olark, la compagnia di Madalyn, ha scritto “Nell’epoca della conoscenza bisogna prestare massima attenzione alla salute mentale. Se un atleta si infortuna lo mettono in panchina finché non si è curato, bisogna liberarsi dall’idea che il cervello vada trattato in modo diverso”.

Una bellissima storia di comprensione e gentilezza sul posto di lavoro che sdogana definitivamente la salute del cervello come patologia minore agli infortuni o alla salute organica. Complimenti per il coraggio Madalyn!

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