Un segno di maturità può essere quello di smettere di dare colpe agli altri e iniziare a cercare delle soluzioni

di Davide Bert

18 Aprile 2019

Un segno di maturità può essere quello di smettere di dare colpe agli altri e iniziare a cercare delle soluzioni
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C’è differenza tra crescere e maturare come ne esiste tra guardare e vedere. Crescere è allo stesso tempo un processo naturale e si potrebbe dire “inevitabile”, perché nessuno può restare bambino per sempre. Maturare invece non è qualcosa di automatico o scontato, perché dipende dal modo in cui un individuo si evolve e impara dalle proprie esperienze di vita. Questo traguardo si raggiunge anche quando si smette di dare colpe e si accettano le responsabilità.

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Da piccoli tutto è decisamente più semplice perché si ha la possibilità di scoprire il mondo e di commettere errori con la sicurezza di essere protetti dagli adulti. Diventando grandi si esce da questa zona di confort ma si guadagnano doni come l’autonomia e la libertà. La medaglia ha però un suo rovescio, così che una volta indipendenti bisogna badare a sé stessi, costruendo il proprio progetto di vita, facendosi carico dei bisogni essenziali e pagando in prima persona il prezzo dei fallimenti.

Oltre alle necessità primarie l’esistenza di ogni persona si compone infatti di altri elementi emotivi con cui si deve fare i conti. Questo ambito comprende tutto ciò che riguarda le relazioni sociali, d’amicizia, d’amore, di lavoro e la maniera con cui ci si rapporta con la propria interiorità. Raggiungere il giusto equilibrio e riuscire a completare gran parte di un mosaico in continuo cambiamento vuol dire maturare. Nessun percorso però è immune da cadute e deviazioni, per cui ad ogni ostacolo si deve operare una scelta, ostinarsi prendendosela con “qualcuno o qualcosa” o rimboccarsi le maniche e cercare una soluzione.

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Riducendo il tutto ai minimi termini il diventare maturi sta proprio nell’affrontare i problemi con un approccio razionale senza farsi dominare dall’infantile emotività. Può accadere che prima di conquistare una vittoria si debba incassare più di una sconfitta, ma questo fa parte del gioco. Rabbia, delusione, frustrazione e sconforto sono sentimenti assolutamente normali che tutti hanno il diritto di provare, il segreto sta nel viverli nella giusta misura senza restarne vittima. Dopo che si si è presi il proprio tempo per riprendersi, l’unico atteggiamento possibile è ripartire da capo, cercando di migliorare, restando positivi e restando consapevoli di essere gli unici artefici del proprio destino.

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