Si rifiutano di assumerla perché ha la sindrome di Down, ma lei si prende la sua rivincita

Isabella Ripoli image
di Isabella Ripoli

24 Maggio 2023

Si rifiutano di assumerla perché ha la sindrome di Down, ma lei si prende la sua rivincita
Advertisement

Tutti noi abbiamo progetti di vita e obiettivi da raggiungere. Farlo è una grande sfida e serve tutto l'impegno del mondo, ma non siamo solo noi gli artefici del nostro destino e a volte arrivano persone dall'esterno a metterci un freno. L'importante è riuscire sempre a rispondere in modo positivo per evitare di rimanere ancorati a un iniziale problema e andare avanti per la nostra strada. 

Anche la protagonista di questa storia ha vissuto una situazione del genere. Si è vista sbattere in faccia tantissime porte, ma ha cercato di non arrendersi, di guardare alla vita sempre con il sorriso sulle labbra e di coglierne il lato positivo. Non è stato facile e di momenti bui ce ne sono stati in abbondanza.

via Metro

Lei è Collette Divitto, una splendida 32enne di Boston, negli Stati Uniti, che è diventata nota al grande pubblico per essere un'imprenditrice di successo. Prima di raggiungerlo, però, la ragazza ha dovuto affrontare diversi ostacoli che ne hanno messo a dura prova la stabilità. 

Trasferitasi con la famiglia dal Connecticut, Collette si è messa immediatamente alla ricerca di un'occupazione nella nuova città, ma non c'è stato verso di trovarla. Ogni azienda e datore a cui si rivolgeva, la liquidava sempre con una frase: "Non sei idonea per la posizione". Parole vaghe che la colpivano e la lasciavano con l'amaro in bocca. 

La cosa di cui la nostra protagonista era convinta, è che a bloccare le eventuali assunzioni non fossero tanto la sua preparazione e le sue competenze, quanto che fosse affetta dalla sindrome di Down. Una condizione che non la inseriva nelle opzioni "papabili" per i lavori a cui si candidava e che ne faceva una persona sconsolata.

Advertisement

"Quando abbiamo cambiato città ho fatto domanda per molti lavori, inclusi lavori d'ufficio e lavori part-time - ha raccontato - I colloqui sembravano sempre andare bene, ma poi una mail mi avvisava del contrario. La situazione è diventata sempre più frustrante, specialmente dopo aver ricevuto il 15esino no - ha proseguito - ma non volevo certo restare chiusa in casa e piangermi addosso, così ho reagito". 

La forza di uomini e donne, del resto, sta nel cercare sempre il lato positivo anche nella negatività e Collette l'ha fatto. È così che la sua passione per i dolci, in particolare i biscotti che preparava sempre per la sua famiglia, si è trasformata nell'arco di poco tempo nella sua attività principale: la Collettey's Cookies.

Da piccola società di famiglia, si è trasformata in un enorme business con circa 15 dipendenti che lavorano per lei. E se all'inizio era Collette in persona ad occuparsi della creazione di biscotti, adesso il suo ruolo è quello di gestire i dipendenti e di controllare che tutto vada per il meglio. 

"Sono felice di come sia andata la mia vita, ma la cosa che mi preme di più è ispirare altre persone disabili come me - ha confessato la giovane - Vorrei che facessero come ho fatto io e che non si arrendessero davanti alle avversità della vita. Ognuno ha il diritto di seguire i propri sogni e di realizzarli. Voglio dirgli soltanto che invece di concentrarsi sulle proprie disabilità, bisogna valorizzare le abilità che si posseggono. Poi basta lavorare sodo - ha continuato - essere rispettosi nei confronti di tutti e non rinunciare mai ai propri obiettivi per poterli raggiungere". 

Un esempio e un incoraggiamento che sono utilissimi non solo per chi si trova nelle sue stesse condizioni, ma per chiunque si senta in difficoltà, scoraggiato e timoroso del proprio futuro. Fate come Collette: credete in voi stessi e valorizzatevi, il resto verrà da solo.

Advertisement