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Giovane insegnante è costretta a vivere…
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Giovane insegnante è costretta a vivere in tenda a causa del misero stipendio: "I miei studenti non devono saperlo"

05 Luglio 2022 • di Marta Mastrogiovanni
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È giusto rinunciare ai propri sogni soltanto perché il sistema è marcio e non funziona più? Naturalmente no, non è affatto giusto, ma di fronte alle estreme difficoltà che ci si trova davanti, sembra inevitabile dover accantonare ciò per cui si è portati e ripiegare su altro. L'esperienza di Aimée Lê, una giovane residente nel Regno Unito, dovrebbe far riflettere sulle pessime condizioni lavorative di chi prova ad ogni costo a candidarsi per ricoprire una nobile posizione lavorativa, quella dell'insegnante. La giovane dottoranda, sebbene avesse vinto una borsa di studio, non riceveva un adeguato stipendio per il suo servizio e, alla fine, è stata costretta ad abitare in una tenda da campeggio, pur di risparmiare sull'alloggio.


Aimée Lê ha fatto moltissimi sacrifici per riuscire a perseguire il suo obiettivo di diventare un'insegnante, un mestiere per cui sente di essere molto portata, quasi avesse una specie di vocazione. Purtroppo, il sistema non le ha permesso di riuscire, nonostante la sua bravura, in un compito così nobile. Mentre si trovava al suo secondo anno di dottorato, per il quale era riuscita ad ottenere una borsa di studio annuale di 16.000 sterline, Aimée Lê doveva comunque provvedere al suo mantenimento. Della somma iniziale, 8.000 sterline finivano in tasse universitarie, mentre il resto, sommato ad un misero stipendio da insegnante, le serviva per pagarsi l'alloggio e sopravvivere nel Regno Unito. Alla fine, le rimanevano circa 12mila sterline l'anno per vivere. Finché ha potuto dormire in un ostello economico, la giovane insegnante non ha avuto grossi problemi, ma quando la struttura ha dovuto chiudere per ristrutturazioni, Aimée non ha avuto molta scelta.

La donna non voleva abbandonare il suo percorso di studi e nemmeno rinunciare al suo sogno di diventare un'insegnante, così ha deciso di farsi prestare una tenda da campeggio e di alloggiare i queste condizioni. Per fortuna, nei pressi del Campus universitario ha scovato un accampamento di protesta, contro le pessime condizioni in cui versano i lavoratori della scuola, e ne ha approfittato per non sentirsi troppo sola. Naturalmente, Aimée ha avuto paura, soprattutto i primi tempi, e ci sono stati per lei momenti di sconforto, ma non ha mai rinunciato al suo obiettivo.

“Mis alumnos nunca lo supieron”: profesora vivió por años en una tienda de campaña tras pago injusto; historia...

Pubblicato da El sol del Sur su Domenica 3 luglio 2022

Di questa brutta esperienza ha raccontato: "Faceva freddo. Era una piccola tenda per una sola persona, il che significava che si riscaldava abbastanza in fretta. Ma c’erano giorni in cui ricordo di essermi svegliata con la tenda ricoperta di neve. Quando non ero impegnata con il mio dottorato o con altri lavori, cercavo di imparare a tagliare la legna e ad accendere un fuoco".

In ogni caso, Aimée non ha mai rivelato ai suoi studenti le condizioni in cui viveva, perché temeva potesse avere delle ripercussioni negative su di loro. La giovane non lo ha detto nemmeno ai suoi genitori, per non farli preoccupare, ma alla fine, dopo 2 anni trascorsi in queste condizioni, è dovuta tornare ad abitare a casa con loro. Pensava di poter trovare un lavoro retribuito ma così non è stato; adesso il suo stato d'animo è molto cambiato e Aimée non sa esattamente come andrà il suo futuro, anche se è sicura delle sue capacità: "Farò ancora l'insegnante? Ad essere onesta faccio fatica a rispondere a questa domanda. La cosa ironica è che penso di essere molto adatta per questo lavoro. So di essere davvero una brava insegnante perché ho ricevuto molti feedback positivi dai miei studenti, ho organizzato una conferenza internazionale ed ho sempre lavorato secondo uno standard molto alto. È come una vocazione".

Se il sistema non cambia, però, Aimée non avrà altra scelta che ripiegare su un lavoro qualsiasi pur di sopravvivere a livello economico. Vi sembra giusto?

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