"Io non aiuto mia moglie": un marito dà una lezione di vita agli uomini che non partecipano alla vita domestica

di Marta Mastrogiovanni

02 Novembre 2020

"Io non aiuto mia moglie": un marito dà una lezione di vita agli uomini che non partecipano alla vita domestica
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Una giusta ed equa ripartizione delle faccende domestiche all'interno di una coppia, sposata o meno, sembra essere la base di partenza su cui una relazione può svilupparsi in maniera sana e senza alcun tipo di rancore. Si tratta di un tema che, purtroppo, non è così scontato, in quanto la categoria maschile, spesso e volentieri, lascia svolgere i compiti di casa alle proprie mogli o compagne. Certamente non è la regola e siamo certi che molti fidanzati, compagni e mariti si prendono cura della propria casa e dei propri figli esattamente come le loro compagne. In molti casi, però, quando l'uomo lava i piatti o pulisce il pavimento del salotto, si sente in dovere di ricevere dei complimenti per l'ottimo lavoro svolto, non capendo in realtà che il loro contributo alla causa non deve essere un semplice "aiuto" alla moglie, ma un atto naturale nella vita di coppia. Lo spiega meglio John Hoxie, marito e padre devoto, in una lettera.

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John Hoxie ha raccontato un aneddoto molto esplicativo in una lettera aperta che ha voluto condividere sul web. Un aneddoto che riguarda il rapporto con sua moglie. L'uomo ha descritto come una sera aveva un amico a casa, invitato a cena, e ad un certo punto gli ha detto: "Scusami 5 minuti, lavo i piatti e torno". L'amico lo ha guardato come se John gli avesse detto che andava un attimo a costruire un missile e poi ha aggiunto perplesso: "Ok, sono contento che aiuti tua moglie, io di solito non lo faccio mai perché quelle volte in cui mi capita di dare una mano non ricevo mai alcuna gratificazione. Ad esempio, l'altro giorno ho lavato il pavimento, ma lei non mi ha detto neanche grazie". Di fronte a delle simili affermazioni, John ha ritenuto opportuno spiegare all'amico la realtà delle cose. 

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"Io non aiuto mia moglie" ha iniziato a spiegare John, "mia moglie non ha bisogno di alcun aiuto, ha bisogno di un partner. Io sono il suo partner anche nelle faccende di casa, in quanto ci sono delle divisioni dei compiti". Se servissero altre parole per rendere chiaro il concetto, eccole: "Non aiuto mia moglie a pulire la casa, perché ci vivo anche io e devo pulirla anch'io. Non aiuto mia moglie a cucinare, perché anche io voglio mangiare e devo cucinare anch'io. Non aiuto mia moglie a lavare i piatti dopo aver mangiato, perché uso anche io quei piatti. Non aiuto mia moglie con la gestione dei figli, perché sono anche i miei figli e il mio lavoro è essere un buon padre. Non aiuto mia moglie a lavare, stendere o piegare i vestiti, perché i vestiti sono anche miei e dei miei figli. Non sono "un aiuto" in casa...sono parte della casa!". E per quanto riguarda le presunte lodi di cui parlava il suo amico, John ha esplicitamente chiesto: "Quando è stata l'ultima volta dopo che tua moglie ha finito di pulire la casa, lavare i vestiti, cambiare le lenzuola, fare il bagno ai bambini, cucinare e tu le hai detto "grazie"?

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Forse il problema è alla base della nostra società: forse finora è passato il messaggio sbagliato che, per certi uomini, tutto è dovuto, perché gli è stato insegnato che per ottenere determinate cose non sono obbligati a muovere un dito.

La chiave per vivere serenamente e alla pari in una coppia è esserci davvero l'uno per l'altra. Il consiglio di John, un uomo qualunque che ama sua moglie, è proprio questo: "Falle dei complimenti proprio come volevi essere lodato tu, con la stessa intensità. Dalle una mano, comportati come un vero compagno, non come un ospite che viene solo per mangiare, dormire, fare il bagno e soddisfare i suoi bisogni. Il vero cambiamento della nostra società inizia dentro le nostre case: insegniamo ai nostri figli e alle nostre figlie il vero senso di comunione!".

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