Chiede la distanza in spiaggia per il figlio che ha subito un trapianto ma viene aggredita: "tienitelo a casa" - GuardaCheVideo.it
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Chiede la distanza in spiaggia per il figlio che ha subito un trapianto ma viene aggredita: "tienitelo a casa"

05 Agosto 2020 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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Dopo mesi dallo scoppio della pandemia di Coronavirus, sembra che siano ancora molte le persone che non riescano a rendersi conto al meglio della portata e della pericolosità del virus che sta purtroppo mettendo in ginocchio il mondo intero. Semplicemente, uomini, donne e giovani continuano a far finta di nulla, rifiutando di mettere in pratica anche le più basilari misure di sicurezza, quelle su cui istituzioni ed esperti insistono da tempo, vitali per proteggere sé stessi e il prossimo.

Con l'arrivo della bella stagione e le ovvie uscite al mare, la situazione, in alcuni casi, sembra farsi ancora più problematica. Non tutti, infatti, rispettano le opportune distanze interpersonali, e la mamma di cui stiamo per parlarvi ne sa qualcosa, dato che è stata vittima di una reazione davvero vergognosa da parte di due donne a cui chiedeva solo il rispetto delle regole.

via: Il Tirreno

«Il Covid non esiste, se tuo figlio è malato tienilo a casa»: questo è ciò che si è sentita dire, a brutto muso, la donna, quando ha chiesto a due bagnanti di distanziarsi da lei e dal suo bambino, il quale peraltro ha subito da poco un trapianto, e dunque particolarmente a rischio immunitario.

Come tutti, anche il piccolo e la sua mamma avevano il diritto a godersi un po' di relax in spiaggia, mantenendo le opportune misure di sicurezza. Un concetto che, tuttavia, è sconosciuto alle due donne che le hanno dato la vergognosa risposta riportata sopra. Il fatto è accaduto sulle coste italiane della Toscana, ed è stato riportato da diversi quotidiani e persone presenti sul posto, incredule su quanto accaduto.

Stando a quanto riferito, alcuni bagnanti avrebbero preso le difese della donna e del suo piccolo particolarmente delicato, vittime innocenti e inconsapevoli della cattiveria e dell'ignoranza umana. Ci auguriamo di non leggere mai più storie come questa, e che finalmente tutti capiscano l'importanza dell'impegno contro un nemico tutt'altro che "finto".

Tags: StorieAttualità
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