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Calabria: gli studenti delle medie impiegano la gita scolastica ripulendo 13 km di spiaggia dai rifiuti

06 Luglio 2019 • di Davide Bert
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Tanto tempo fa la gita scolastica era un evento attesissimo ed emozionante, associata alle nuove esperienze e al divertimento. Senza sacrificare troppo l’aspetto ludico, oggi questa circostanza ha assunto una dimensione diversa, squisitamente pedagogica, più pratica e meno teorica. All’arte ed ai musei si è sostituta un’altra forma di cultura, quella ambientale, con gli studenti coinvolti in prima persona nell’iniziativa di tutela dell’ecosistema.


immagine: Facebook

Una delle ultime iniziative di sensibilizzazione sulla questione dell’inquinamento delle coste ha visto come protagonisti 500 ragazzi appartenenti a 4 diverse scuole secondarie di primo grado dei comuni calabresi di Lago, Campora, Aiello e Cleto. Gli scolari hanno ripulito ben 13 km di litorale nella zona di Amantea, nell’ambito del progetto denominato “Un Mare da…amare”, giunto alla seconda edizione.

I giovani sentono spesso parlare della piaga dello sversamento dei rifiuti in mare e delle spiagge letteralmente ricoperte di plastica, ma percepiscono la situazione quasi come estranea e troppo lontana. Grazie a questo sistema essi possono davvero “toccare con mano” e vedere con i propri occhi che proporzione ha raggiunto il problema.

immagine: Facebook

Il secondo passo, dopo aver preso coscienza di cosa stia realmente accadendo, è quello di intervenire attivamente e contribuire a fare qualcosa nell’immediato. Troppo spesso si hanno opinioni disfattiste nei confronti delle nuove generazioni, quando invece si tratta solo di saper comunicare con loro e di dargli un ruolo all’interno della società che non sia solo da spettatori.

Iniziative analoghe sono state promosse anche in altre parti d’Italia da altrettante scuole. A maggio, ad esempio, circa 150 studenti romani hanno aiutato a ripulire Cala del Cefalo, nel Cilento. Altri 400 da Genova si sono uniti a Legambiente per pulire le spiagge di Voltri e scolari della Versilia hanno fatto lo stesso sul litorale di Viareggio.

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immagine: Facebook

I ragazzi si sentono utili e responsabilizzati quando vengono coinvolti in qualcosa di utile e positivo. L’obiettivo è quello di far comprendere che l’ambiente è un patrimonio di tutti, e che di conseguenza tutti hanno non solo il diritto di goderselo ma anche il dovere di proteggerlo.

In fin dei conti il compito della scuola è proprio questo, educare bambini e ragazzi a divenire membri sani e produttivi della società, guidandoli lungo un percorso virtuoso che tracci un linea netta e chiara tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Tags: GreenStorieAttualità
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