Dipendente sfruttato e insostituibile si vendica prendendosi un giorno di ferie

di Marta Mastrogiovanni

16 Gennaio 2022

Dipendente sfruttato e insostituibile si vendica prendendosi un giorno di ferie
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Ogni azienda dovrebbe trattare con cura i propri dipendenti, perché è esattamente da loro che dipende l'andamento della produzione. Sottopagarli e sfruttarli può essere conveniente per il datore di lavoro, ma fino ad un certo punto. Quand'è che i "capi" si renderanno conto dell'importanza del lavoro di ogni singolo dipendente? Quand'è che capiranno che con qualche gratificazione in più e con i giusti riconoscimenti, potrebbero ottenere molto di più per la loro compagnia? Un lavoratore anonimo ha raccontato la sua storia, di come ha costretto i suoi datori di lavoro a rendersi conto di quanto fosse indispensabile alla loro azienda prendendosi un intero pomeriggio di "ferie". Al tempo stesso, però, l'uomo era oberato di lavoro e non riusciva più a sostenere i turni che gli propinavano, quindi non ha avuto molta scelta dopo che le sue lamentele sono state ignorate.

via Reddit

Pexels / Not the actual photo

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L'utente che ha raccontato la sua storia su Reddit ha descritto così il suo lavoro: "Lavoro per un'azienda di autotrasporti che produce saccarosio per diversi stabilimenti alimentari della zona. Il mio lavoro consiste nel lavare l'interno dei rimorchi per saccarosio liquido in modo che possano essere ricaricati. Tutto questo avviene agganciando i rimorchi a un sistema di lavaggio automatizzato". Inizialmente, l'uomo era stato assunto per sostituire un lavoratore che si era infortunato, ma ben presto è finito con il diventare l'unico dipendente in grado si svolgere questo lavoro seriamente e senza provocare danni. L'azienda ha provato ad assumere altri due lavoratori che, alla fine, si sono rivelati completamente inappropriati a svolgere la mansione. Il protagonista di questa storia, però, non poteva certo coprire anche i turni dei dipendenti che erano stati licenziati...o, almeno, così credeva.

Nei mesi estivi, poi, la temperatura all'interno dello stabilimento raggiungeva gradi impensabili. L'uomo, ben presto, si è reso conto di non riuscire a coprire tutti i turni e lavorare per 90 o 100 ore a settimana. Di fronte alle sue "lamentele" più che giustificate, i suoi datori di lavori sono rimasti in silenzio e gli hanno solo continuato a dire "fai solo il tuo lavoro, come ti era stato detto". Dopo due, tre volte che il dipendente si sentiva ripetere questa frase, ha deciso di prenderla alla lettera: un giorno, ha lavorato dalle 7:00 alle 15:00, esattamente "come gli era stato detto" al momento dell'assunzione.

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Quel pomeriggio, l'uomo ha staccato secondo il uso orario ufficiale, lasciando ovviamente il resto del lavoro incompiuto. Un lavoro di cui si sarebbe dovuto occupare un fantomatico altro dipendente, che l'azienda continuava a non procurarsi. Quel pomeriggio, quindi, l'uomo è tornato a casa ad un orario normale ed è uscito con la sua fidanzata. Il giorno dopo è tornato al lavoro al solito orario, senza preoccuparsi più di tanto. Come previsto, i suoi datori di lavoro e supervisori erano furiosi: avevano dovuto fare tutto il lavoro faticosissimo al posto suo e avevano terminato il turno a mezzanotte! "Strano" ha pensato l'uomo "hanno lavorato tutte quelle ore per un qualcosa che io dovrei fare in 1 ora". Era chiaro che il dipendente si stava prendendo la sua vendetta personale, anche perché era ben consapevole del fatto che l'azienda non riuscisse a trovare altri dipendenti in grado di svolgere correttamente la mansione. Dopo aver subito le critiche e "la sgridata" del datore di lavoro ha risposto: "Beh, mi pare chiaro che non mi licenzierai".

Il datore di lavoro è stato colto alla sprovvista da questa risposta e, nonostante la sfuriata iniziale, ha dovuto sottostare alle richieste del suo prezioso dipendente. Questa storia ci insegna come, sul lavoro e in qualsiasi ambiente in cui ci sia un'ingiustizia in corso, bisogna varsi valere!

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