"A mia suocera: ho sbagliato": la commovente lettera di una nuora alla morte della nonna dei suoi figli - GuardaCheVideo.it
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"A mia suocera: ho sbagliato": la commovente lettera di una nuora alla morte della nonna dei suoi figli

06 Agosto 2020 • di Simone Fabriziani
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Molto spesso all'interno di una famiglia la figura della suocera risulta sempre ingombrante ma allo stesso tempo molto importante; una suocera può difatti avere un ruolo molto significativo nella crescita dei propri nipoti, un ruolo tale per il quale non mancano frequentemente battibecchi con le proprie nuore. Molte di queste mamme con il tempo sviluppano una sorta di "odio" verso le suocere e la loro ingerenza, altre invece si accorgono troppo tardi della loro importanza.

Tina Plantamura, una scrittrice e giornalista di successo statunitense, ha pubblicato sull'Huffington Post una lettera dedicata alla suocera che è venuta a mancare poco tempo prima. Nonostante quando era in vita Tina provava un risentimento molto forte nei suoi confronti per come cresceva e "viziava" i suoi figli, adesso la scrittrice sente che qualcosa è cambiato nei confronti della suocera e che prima non riusciva a capire o afferrare.

La sua lettere alla suocera dice questo: "Come ho combattuto per mostrarti rispetto e apprezzamento mentre cercavo di assicurarmi di non aver rovinato i miei figli. Pensavo che li avresti trasformati in "nani egoisti" dando loro tutto quello che volevano. Pensavo che non avrebbero mai imparato ad aspettare, ad aspettare il loro turno, a condividere, perché hai esaudito i loro desideri non appena hanno aperto la bocca. Ho avuto risentimento nei tuoi confronti per aver acquistato i regali migliori, quelli più costosi, per i loro compleanni o a Natale. Come potrei competere con te? Come pensi che ci si senta nel sapere che i regali migliori, quelli che più li ecciteranno, non verranno dai loro genitori?

Ho passato molto tempo a chiedermi perché stavi facendo queste cose e come avrei potuto farti rallentare. So che le nonne dovrebbero "viziare i bambini" e poi rimandarli a casa, ma tu eri ... assurda. Fino a quando non te ne sei andata. In quegli anni in cui desideravo che smettessi di rovinarli, non avrei mai pensato quanto li amassi. Tanto che l'hai mostrato in ogni modo possibile. La tua cucina I regali. I dolci. La tua presenza.

Non ha senso sprofondare nei rimpianti, ma spesso penso a come ho frainteso tutto. Mi sbagliavo così tanto nel percepire la tua generosità. Ai miei figli, ormai adolescenti, mi manchi molto. E non perdono d certo i tuoi regali o soldi. Gli manchi.

Più voglio che torni, più mi rendo conto che in un modo o nell'altro, non ci hai mai lasciato.

E spero che tu possa farlo un milione di volte di più."

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