Fu abbandonata in un cespuglio a 9 mesi di vita: per scoprire la verità ci vorranno 80 anni - GuardaCheVideo.it
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Fu abbandonata in un cespuglio a 9 mesi…
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Fu abbandonata in un cespuglio a 9 mesi di vita: per scoprire la verità ci vorranno 80 anni

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Nell'estate del 1937 una bambina di soli nove mesi veniva casualmente trovata nascosta dentro a un cespuglio con le mani legate.
A imbattersi in lei fu una famiglia che si trovava a trascorrere le vacanze in quella zona; dei suoi genitori nessuna traccia.
Quella bambina, che oggi si chiama Anthea Ring, ha passato tutta la vita a chiedersi il motivo dietro a quel gesto che avrebbe facilmente potuto porre fine alla sua vita e finalmente, all'età di 80 anni, ha ottenuto delle risposte grazie alle moderne tecniche di genealogia genetica.

via: BBC.com

Ritrovata per caso abbandonata su una collina...

immagine: Anthea Ring

Come ogni anno, la famiglia Dodd si trovava a trascorrere le vacanze estive sulle colline South Downs del Sussex; all'improvviso la mamma sentì un verso e, per quanto assurdo, capì all'istante che nei paraggi c'era un bambino.

E aveva ragione: sotto un cespuglio, con le manine legate davanti, il corpo pieno di morsi di insetti, affamata e disperata c'era davvero una bambina. La piccola fu portata all'ospedale di Worthing, dove rimase per ben sei mesi, in attesa che la Polizia svolgesse le indagini e cercasse di rintracciare la famiglia. Purtroppo questo non fu possibile e così Anthea venne data in adozione a Douglas e Margaret Shannan.

All'età di 24 anni, Anthea era già mamma di due bambini e fu proprio in occasione della nascita di sua figlia Christine che i genitori adottivi decisero di parlare con lei.

immagine: Anthea Ring

Anthea sapeva dall'età di 9 anni di essere stata adottata, ma non era a conoscenza delle circostanze del suo ritrovamento.

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In quell'occasione Anthea venne a sapere di come e dove era stata ritrovata e dell'indagine nazionale che la Polizia lanciò per tentato omicidio.

Quel giorno Anthea tornò a casa, pianse a dirotto raccontando tutto al marito e poi decise di dimenticare. Ma quando divenne nonna, i ricordi tornarono a galla e con essi il desiderio di scoprire quale fosse la sua famiglia di origine.

Anthea iniziò le ricerche nel 1994, quando aveva già compiuto 57 anni...

immagine: Anthea Ring

Non immaginava quanto difficile sarebbe stato il percorso che aveva deciso di intraprendere.
Il primo indizio lo ebbe da un poliziotto che lavorò al suo caso: egli le disse di essere certo che non proveniva da una famiglia della zona, semplicemente perché in una comunità così raccolta sarebbe stato impossibile tenere un segreto come quello. Anthea doveva essere nata altrove.

La donna non riuscì a scoprire altro finché, nel 2012, decise di sottoporsi a un test del DNA che avrebbe svelato qualcosa sulla sua etnia.

immagine: Anthea Ring

I risultati svelarono che Anthea era irlandese al 92% e che aveva dei parenti sia in Irlanda che negli Stati Uniti. Tramite alcune ricerche fu possibile rintracciare una cugina che si presupponeva essere della parte del padre (anche se di lui non si sapeva ancora nulla): la donna si chiama Jane, vive in Carolina del Nord ma proviene dalla Contea di Mayo, in Irlanda.

Due anni dopo fu rintracciata un'altra persona che aveva buone probabilità di essere una parente di Anthea, Ann, della Contea di Galway. Essa però non aveva tratti genetici in comune con Joan e questo suggerì che il legame di parentela, questa volta, interessava il lato materno.

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La svolta si ebbe nel 2016, quando l'esperta di genealogia genetica Julia Bell venne a sapere della sua storia e si propose di aiutarla.

immagine: Anthea Ring

La donna la incoraggiò a sottoporsi ad altri test con diverse aziende perché sosteneva che essendo già passati 5 anni dal suo primo tentativo, le sue possibilità che un lontano parente avesse fatto lo stesso non erano da ignorare.

I vari risultati permisero di collegare Anthea ad altri parenti distanti e sebbene la rete fosse intricata, questo permise di andare avanti con le ricerche e di presupporre che un genitore provenisse dalla famiglia O'Donnell e uno dalla famiglia Coyne.

Il nome che fece scattare la lampadina.

immagine: YouTube/LivingDNA

"Avevo ordinato una copia del registro con le nascite illegittime del 1936 in Inghilterra e Irlanda e fra esse compariva il nome di una certa Ellen O'Donnell, nata nel 1911, che proprio nel 1936 aveva partorito una bambina".

Anthea riuscì a scoprire che Ellen si era sposata nel 1945, quindi sette anni dopo la sua nascita, e che aveva avuto altri quattro figli. Uno di essi acconsentì a sottoporsi al test del DNA e finalmente fu dimostrato che egli era il fratellastro.

Grazie a questa informazione, la donna riuscì a trovare il proprio certificato di nascita: era nata il 20 novembre del 1936 e il suo nome era Mary Veronica. Stando ad altri documenti, sua madre si era trasferita a Londra con la bambina ed era stata ospite presso diversi istituti per ragazze madri: la dinamica dei suoi spostamenti suggerisce che la giovane volesse tenere la bambina, ma poi le tracce del suo percorso si perdono e con esse la spiegazione certa di quell'abbandono sulla collina.

Negli anni Trenta, però, Londra era interessata da un triste traffico di bambini: molte ragazze madri pagavano delle famiglie affinché tenessero il loro bambini durante la giornata di lavoro, ma alcune di esse ne approfittavano per venderli ad altre famiglie, abbienti, che non riuscivano ad averne di propri.
La possibilità più accreditata, dunque, è che Anthea fosse divenuta l'oggetto di uno scambio poi andato male.

A quel punto rimaneva da svelare l'identità del padre, ma il lavoro di Julia Bell, a quel punto, aveva dato i suoi frutti: essa era riuscita a individuare un gruppo di sei fratelli irlandesi che nel 1936 si trovava a Londra per lavoro.

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Per capire chi di loro fosse il padre fu necessario un ultimo sforzo genetico.

immagine: Anthea Ring

Dopo aver escluso quattro dei sei fratelli per motivi di logica, ne rimanevano due che però non avevano avuto figli: come procedere con i test del DNA? L'ultimo tentativo venne effettuato su alcune delle missive che uno dei due aveva inviato ai parenti e che i cugini ritrovati di Anthea ancora conservavano.
Nel video qui sotto potete vedere il momento in cui il mistero è stato definitivamente svelato.

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