Questa atleta ha abbandonato le Olimpiadi per salvare il suo cavallo: ecco la sua storia commovente - GuardaCheVideo.it
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Questa atleta ha abbandonato le Olimpiadi per salvare il suo cavallo: ecco la sua storia commovente

17 Agosto 2016 • di Claudia Melucci
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La vita degli atleti non è per nulla facile: la competizione non inizia al segnale del direttore di gara ma anni e anni prima. Gli allenamenti spingono il corpo al limite per non fallire al momento decisivo, quei pochi minuti che fanno da conclusione ad interminabili ore di sofferenze e dedizione.

Perdere fa parte dello sport, ma alcuni eventi della vita rendono la sconfitta molto più amara: ecco cosa è capitato a Adelinde Cornelissen, campionessa olandese di dressage, disciplina equestre in cui cavallo e cavaliere competono in gare di addestramento. 


I premi che ha vinto Adelinde Cornelissen insieme al suo fido cavallo Parzival sono innumerevoli: entrambi sono stati chiamati a partecipare alle Olimpiadi di Rio.

La sventura li ha colpiti proprio in occasione di un evento importantissimo come quello delle olimpiadi: Adelinde ha raccontato quello che le è accaduto su Facebook.

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Il primo giorno a Rio è passato serenamente: non ci sono stati problemi con il volo e Parzival non si è agitato eccessivamente.

La mattina successiva Adelinde ha raggiunto il campo in cui era previsto l'allenamento: alle 5 ha salutato il suo fedele amico Parzival ed ha subito notato un rigonfiamento sul muso. Il termometro ha rivelato una febbre alta, destando subito preoccupazione per l'esito della gara del giorno seguente. 

I veterinari hanno diagnosticato a Parzival la puntura di un insetto velenoso che aveva diffuso le tossine in tutto il suo corpo.

I medici lo hanno sottoposto ad un'intensa idratazione in modo da fargli espellere le sostanze velenose rilasciate dall'insetto. Già il giorno stesso Prazival ha mostrato netti miglioramenti. Era energico e la febbre stava scendendo lentamente. 

Adelinde pensava alla salute del suo amato cavallo ma allo stesso tempo si preoccupava della gara imminente.

Contattò i responsabili della gara, chiedendo di scambiare il suo turno con un altro compagno di squadra in modo da dare più tempo di recupero a Parzival: la sua richiesta fu respinta.

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Il giorno successivo Parzival non aveva più febbre, cavalcava in modo perfetto come suo solito, sebbene un leggero rigonfiamento fosse ancora presente.

L'indecisione di Adelinde raggiunse livelli insopportabili: Parzival sembrava star bene, la voglia di gareggiare c'era, ma la paura di sottoporre il cavallo ad un ulteriore stress la metteva a dura prova.

Il malessere di Adelinde era anche dovuto al fatto che una sua eventuale rinuncia avrebbe messo in difficoltà l'intera squadra, non essendoci atleti di riserva.

Alla fine Adelinde prese una decisione, quella definitiva: rinunciare alle olimpiadi.

Quel cavallo le aveva riempito il cuore di gioia innumerevoli volte, le aveva dato il successo senza mai deluderla; il suo mostrarsi in forze anche durante la convalescenza era soltanto dovuto al suo carattere forte e testardo. Quella di gareggiare a tutti i costi sarebbe stata una scelta egoistica, che avrebbe anteposto la possibilità di vincere una medaglia alla necessità di preservare la salute dell'animale.

Adelinde ha lasciato l'arena e tutti gli atleti, con la tristezza di non aver gareggiato ma con l'orgoglio di aver fatto la scelta giusta, quella di rispettare prima di tutto il suo compagno di squadra, Parzival.

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