Quest'uomo ha lasciato il lavoro di vigilante per dedicarsi a fare la manicure, sconfiggendo la sua depressione

Claudia Melucci

18 Dicembre 2019

Quest'uomo ha lasciato il lavoro di vigilante per dedicarsi a fare la manicure, sconfiggendo la sua depressione
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Pur vivendo in un'epoca tecnologicamente avanzatissima, in cui l'homo sapiens sapiens ha finora dato massima espressione della sua intelligenza, veniamo a contatto con pregiudizi antichi e privi di alcun fondamento, come la suddivisione tra lavori maschili e femminili. 

Ci sono storie come quella di Robson Aparecido Barbosa che rendono più sfumato il confine tra impieghi per donne e per uomini e che rivelano come un'apertura mentale possa migliorare nettamente la qualità della vita. Quest'uomo, infatti, è riuscito ad uscire dal tunnel della depressione lasciando il suo virile impiego da vigilante e dedicandosi invece a fare la manicure alle clienti del salone della moglie.

via gazetadopovo.com.br

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manicuro_robson /Instagram

Robson Aparecido Barbosa lavorava come vigilante, ma qualcosa nella sua vita non andava: con il tempo ha sviluppato una vera e propria forma di depressione, arrivando a tentare anche gesti estremi.

Dopo una lunga terapia, lo psicologo gli ha consigliato di dedicarsi ad un'attività manuale, qualcosa che gli tenesse occupata la mente sul momento presente. Così, per non restare da solo a casa, Robson ha cominciato a dare una mano nel salone di bellezza della moglie. "Ho iniziato a togliere uno smalto, a limare un'unghia e così ho imparato pian piano a fare la manicure", ha detto l'uomo.

Robson ammette che all'inizio provava vergogna a coprire un ruolo convenzionalmente svolto da donne, ma siccome il lavoro che faceva nel negozio della moglie lo faceva stare bene, ha deciso di continuare fregandosene dei pregiudizi della gente. 

Oggi Robson è un vero onicotecnico richiestissimo nel salone di bellezza: ci sono clienti che attraversano l'intera città per farsi fare le unghie da lui. D'altro canto, Robson pare essere davvero bravo, scrupoloso e abile con gli strumenti.

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Chiunque abbia visitato un salone di bellezza, sa che in questi posti non si viene solo per rifarsi il trucco, dare una spuntata ai capelli o una sistemata alle unghie. Qui si parla, si discute, ci si confronta e ci si confessa. La conversazione con le clienti per Robson è stata una vera e propria terapia: "Quando facevo il vigilante non parlavo molto, al massimo scambiavo due parole con il supervisore. Il servizio era sempre di notte ed ero sempre circondato dal silenzio". Oggi, invece, anche quand Robson è triste, ci pensano i clienti del salone a fargli tornare il sorriso con una battuta.

Quest'uomo è riuscito a scappare dalla morsa della depressione mettendo in discussione il suo lavoro e buttandosi su una strada percorso raramente dagli uomini: eppure, è proprio qui che ha ritrovato la tranquillità, libero da pregiudizi.

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