"Cervello della nonna": il fenomeno che spiega perché i nonni sembrano amare più i nipoti che i figli

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di Isabella Ripoli

18 Aprile 2024

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I nonni sono figure fondamentali nella vita di un bambino, ma anche di un ragazzo e di un adulto. Sono le persone più "grandi" di casa, sono le custodi di un sapere lontano, di tanta esperienza e coloro dai cui andare nei momenti belli e brutti e in assenza dei genitori. Sono colonne portanti di cui non si potrebbe fare a meno e che, indubbiamente, fanno trascorrere attimi di pura serenità ai nipoti. 

Ma vi è mai capitato di sentire o pensare che i nonni possano voler bene più ai nipoti che ai loro stessi figli? Non è una sciocchezza, ma qualcosa che accade soprattutto alle nonne. Vediamo perché.

Meglio i figli o i nipoti? La risposta in uno studio

Anna Shvets/Pexels

Sarà capitato a qualcuno di noi di pensare che una nonna - magari la propria madre - voglia bene più ai nipoti che al figlio stesso. Non si tratta di una percezione sbagliata, pur non essendo uguale per tutti, ma di una circostanza particolare che potrebbe realmente verificarsi. Alcuni studi hanno approfondito tale aspetto, cercando di dare una spiegazione scientifica. 

"Cervello della nonna": con questo termine viene definito e identificato il peculiare atteggiamento che assumono appunto le nonne nei confronti dei nipoti. Sono figure fondamentali che non solo trasmettono saperi, ma possono anche aiutare molto i propri figli, prendendosi cura dei nipoti magari mentre loro sono ancora a lavoro o impegnati in altre faccende. In questo modo i bambini trascorrono tempo in famiglia e sono "coccolati" da una figura a loro molto vicina. L'espressione che abbiamo appena visto, cervello della nonna, deriva da uno studio portato avanti nel 2021 da un gruppo di esperti presso l'Emory University. 

Guidato dal professor James K. Rilling, il team ha preso in esame i comportamenti di 50 donne che avevano almeno un nipote biologico con età compresa tra i 3 e i 12 anni. 

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Lo studio

Nicole Michalou/Pexels

"La funzione cerebrale è stata misurata mentre le nonne guardavano le immagini del loro nipote, di un bambino sconosciuto, del genitore dello stesso genere del nipote e di un adulto sconosciuto - si legge in un estratto dello studio - Le nonne hanno anche compilato questionari per misurare il loro grado di coinvolgimento e attaccamento ai nipoti. Vedere le loro immagini ha attivato le aree del cervello legate all'empatica emotiva". 

Ma cosa si indica con tale espressione? Con empatia emotiva si intende la capacità di una persona di entrare in sintonia con le emozioni altrui. Secondo gli studi condotti, infatti, le nonne sarebbero in grado di cogliere quelli che sono i sentimenti e le emozioni, facendole proprie in qualche modo e riuscendo a provare lo stesso. Questo legherebbe particolarmente tali figure ai piccoli di casa. La condivisione dei sentimenti, la comprensione da parte di questa figura materna, provare più o meno la stessa cosa renderebbe la vita dei nipoti più serena. Sentirsi ascoltati, compresi e ben voluti, non fa altro che aiutare le varie fasi di sviluppo. 

Ovviamente gli studi di Rilling e del suo team non si sono fermati, ma approfonditi, testati e portati avanti per capire quanto di queste primarie indicazioni possano essere confermate al 100%. 

Perché simile comportamento?

Kampus Production/Pexels

La conoscenza di questo aspetto ha fatto si che nascesse anche un'altra domanda. Va bene il legame tra una nonna e il nipote, ma perché si ha la sensazione, molte volte, che l'affetto verso i figli dei figli sia anche più grande di quello provato verso la loro stessa prole? È una giusta osservazione a cui gli studiosi hanno dato una spiegazione. L'essere nonni non è solo bello, ma arriva in un'età in cui le responsabilità non sono grandi come quando si è nella fase genitoriale. Si è più tranquilli, non si hanno incombenze e poi, rispetto ai nipoti, non ci sono le stesse preoccupazioni e gli stessi oneri di un genitore.

Le nonne sono più serene nel rapporto con i nipoti, non sono loro che per prime devono impartire l'educazione, non sono loro che per prime devono occuparsi dei bisogni quotidiani, ma sono un supporto che gode della compagnia e dei momenti più sereni nella vita di un nipote. Ecco, allora, che le minori responsabilità e il fatto stesso che a fine giornata i bambini ritorneranno dai genitori, attiva nei nonni un meccanismo positivo e di maggiore affetto incondizionato. "Possono godersi l'esperienza di essere nonne molto di più rispetto a quando erano genitrici - recita ancora lo studio - Alcune di loro hanno sottolineato quanto sia bello non sentire la pressione finanziaria come quando crescevano i loro figli".

La seconda figura femminile per un bambino...

Dunque, diversi fattori andrebbero a contribuire in questo meraviglioso rapporto che i nipoti hanno in particolare con le nonne, e non è da sottovalutare l'aspetto evolutivo. Le seconde figure femminili di casa sarebbero in grado di ascoltare, capire i bisogni dei nipoti, comprenderne i sentimenti, provarli a loro volta e integrare il lavoro svolto dai genitori. La predisposizione emotiva e cerebrale è un buon inizio per il verificarsi di tutto ciò. 

Ecco che le nonne diventano un tassello importantissimo nella crescita di un bambino, ma, nonostante questi studi si basino sulle figure femminili, anche i nonni sono insostituibili e ottimi compagni di scorribande.

 

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