Dopo l'umiliazione in aeroporto, questa mamma chiede che ci sia maggiore educazione sull'allattamento al seno - GuardaCheVideo.it
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Dopo l'umiliazione in aeroporto, questa mamma chiede che ci sia maggiore educazione sull'allattamento al seno

21 Maggio 2022 • di Isabella Ripoli
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Dopo la gravidanza e la nascita del bambino, arriva la fase dell'allattamento. Un periodo particolare per ogni mamma, non solo per ciò che comporta fisicamente, ma anche per tutte le critiche a cui spesso le donne sono esposte. Non tutti accettano, infatti, di vedere una mamma mentre allatta il proprio piccolo in pubblico e si sente spesso di episodi poco piacevoli che riguardano proprio l'argomento.

Lo sa molto bene la protagonista di questa storia. Emily Calandrelli è ingegnere aerospaziale, conduttrice televisiva e mamma di due bambini che, pochi giorni fa, è stata al centro di una vicenda che riguardava proprio il tema dell'allattamento. Vediamo che cosa è successo. 


Emily ha avuto il suo secondo bambino circa 10 settimane fa e, dopo questo periodo di stacco dal lavoro, è tornata in pista e ha affrontato la sua prima trasferta post parto. Per fare ciò, ha dovuto prendere un aereo.

Cos'è successo? Non avendo il bambino con sé, la donna doveva provvedere con un tiralatte a gestire la produzione quotidiana di latte materno. Per non buttarlo via, aveva pensato di portare tutto il necessario per conservarlo, compresi due sacchetti di gel da congelare e utili per mantenere fresco il latte. Arrivata ai controlli, però, qualcosa non è andato come doveva.

Due agenti della TSA (Amministrazione per la sicurezza dei trasporti) l'hanno bloccata e le hanno chiesto a cosa servivano quei due sacchettini di ghiaccio gel. La donna ha spiegato tutto e ha dichiarato che il ghiaccio serviva per la conservazione del latte durante il viaggio. Poiché uno era congelato e l'altro no, visto che sarebbe servito in un secondo momento, gli agenti non hanno sentito ragioni e le hanno detto di disfarsene. 

"Mi hanno detto che non li potevo portare perché non erano solidi, ma liquidi.ha raccontato sui social la donna - Hchiesto, allora, di parlare con un loro capo. È stato chiamato immediatamente e mi ha detto le stesse, identiche cose dei suoi sottoposti. Più volte mi hanno chiesto dove fosse il bambino e, quando ho specificato che viaggiavo da sola, mi hanno detto che con il piccolo sarebbe stato tutto più semplice, mentre senza avrei anche potuto fare a meno di tirare il latte, conservarlo e il ghiaccio non mi sarebbe servito". 

Allora, Emily ha chiesto di parlare con un agente donna, ma le è stato negato e ha dovuto spiegare a tre uomini tutto l'iter di conservazione del latte. "Gli ho detto che fa male bloccare la normale produzione di latte materno ed è stato tutto molto imbarazzante. Avevo anche cancellato il mio primo messaggio sulla vicenda, ma poi ho deciso di rendere tutto pubblico". 

In effetti, non è possibile che si verifichino ancora casi simili legati all'allattamento e che una donna non abbia il diritto di fare ciò che ritiene più giusto per sé stessa, per il suo bambino e per la sua salute. Gli agenti non hanno compreso, infatti, l'importanza di liberare il seno anche per una questione di benessere corporeo.

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Mentre all'inizio il problema sembrava riguardare solo l'impossibilità di imbarcare il ghiaccino allo stato liquido, Emily ha capito che c'era qualcosa di più. Prima di tutto e da indagini successive, è emerso che è consentito portare sull'aereo qualunque cosa sia legata alla salute"Al di là di questo, però, - ha continuato la donna - la cosa che mi sconvolge è l'ignoranza in merito al tema dell'allattamento. Ci sono troppe persone che al giorno d'oggi considerano ancora questa pratica scomoda e da tenere nascosta, ma non è così". 

Tante altre donne, in commenti al post di questa mamma, hanno raccontato altrettante esperienze negative, vissute specialmente in aeroporto. Se gli agenti in questione avessero avuto una conoscenza più approfondita sull'argomento, non si sarebbe creata una situazione come quella appena raccontata.

Basterebbe davvero poco per istruire, informare ed evitare scene del genere che, ne siamo certi, non sono piacevoli per le protagoniste, non trovate?

Tags: BambiniStorie
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