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Si può mangiare la parte “buona”…
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Si può mangiare la parte “buona” del pane ammuffito? Ecco la risposta

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Fare la spesa giorno per giorno sta diventando una consuetudine sempre meno diffusa, colpa dei ritmi di vita più frenetici e del minor tempo a disposizione. Si tende così ad andare al supermercato soltanto nel weekend, facendo la scorta di quello che può servire per l’intera settimana e oltre. Cibi in scatola, a lunga conservazione o surgelati hanno durata lunga, ma può comunque accadere che altri alimenti a breve scadenza vadano a male.

Un caso molto comune è quello del pane, che tende a indurirsi troppo oppure in casi estremi addirittura ad ammuffire in parte. In questa circostanza, per non sprecarlo, è frequente l’usanza di tagliare la parte compromessa per consumare quella “buona”. Quanto è sicura però questa semplice operazione per la salute?

Gli esperti in proposito non hanno dubbi, è sempre consigliabile non mangiare mai il pane con la muffa, anche quando essa è presente solo in una piccola porzione della sua superficie. C’è una ragione più che valida per applicare questa regola di sicurezza, in quanto le muffe altro non sono che una tipologia di funghi. Allo stesso modo delle specie che si raccolgono nel sottobosco, anche le muffe alimentari hanno delle radici chiamate “ife” che si estendono molto più in profondità di ciò che è visibile all’esterno.

Quindi pur eliminando la parte rovinata, l’intero pezzo di pane può essere comunque contaminato dalle ife della muffa.

immagine: Pixabay

Consumare ciò che esteticamente sembra pulito e intatto può non avere alcun effetto nocivo, ma in alcuni casi può essere estremamente dannoso, ciò dipende dal tipo di muffa che ha contaminato il cibo.

La penicillina ad esempio è benefica per l’uomo ma ve ne sono altre come la Rhizophus Stolonifer, o muffa nera del pane, che possono risultare molto tossiche. Altra precauzione da applicare su tutti gli alimenti, sia per quelli conservati in frigorifero che fuori, è quella di tenerli chiusi in appositi contenitori o buste, per prevenire la contaminazione da muffa attraverso il rilascio di spore volatili. Il pane in cassetta ne è l’esempio lampante.

Pur essendo composto da fette separate, anche se una sola viene trovata ammuffita bisogna considerare andato a male l’intero filone. È infatti molto facile che le spore di muffa si siano sparse per l’intera atmosfera all’interno del sacchetto e che quindi tutto l’alimento ne sia venuto a contatto.

Preziosissimi consigli che ci mettono definitivamente in guardia sulle varie muffe che spesso attaccano i nostri cibi. State molto attenti!

Tags: CiboUtiliSalute
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