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Quando è nata pesava solo 400 grammi:…
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Quando è nata pesava solo 400 grammi: contro ogni aspettativa, oggi è una bellissima bambina

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Quando tua figlia nasce prematuramente pesando solo 411 grammi, i medici e gli infermieri fanno tutto ciò che possono affinché essa sopravviva, ma uno dei loro compiti è dire subito ai genitori che le speranze di successo sono quasi nulle.

Anche per la neo-mamma Ashley Zachmeyer è stato così: la sua bambina è venuta al mondo che pesava come un feto dopo ventidue settimane di gestazione. Fu un momento di grandi paure, ma la piccola Adalee ha dimostrato una forza tale da rientrare in quel 20% scarso di casi di sopravvivenza.

"La mia bambina non aveva speranze di sopravvivere...".

La mamma Ashley racconta: "Non ci credeva nessuno... Come poteva sopravvivere una bambina che alla nascita pesava solo 411 grammi?

Quando ho scoperto di essere incinta fu uno shock: mi era stata diagnostica la sindrome dell'ovaio policistico e anche mio marito aveva problemi di infertilità, quindi sapevamo che non avremmo potuto avere figli. Quando lo abbiamo scoperto, attraverso un'ecografia fatta pensando di individuare una ciste e che invece rivelò un battito cardiaco, ero già incinta di sette settimane! Quel momento cambiò per sempre le nostre esistenze.

Sometimes, I'll protect you from everything that's wrong. Other times, I'll let you just find out on your own . But that...

Pubblicato da Ashley Zachmeyer su Giovedì 3 agosto 2017

Al controllo fatto alla dodicesima settimana individuarono un coagulo di sangue nell'utero e mi dissero che dovevo stare a riposo completo. Sei settimane dopo scoprimmo che il coagulo non c'era più ma la nostra bambina non cresceva adeguatamente e che il mio fluido amniotico era scarso.

Da lì iniziammo a vedere una serie di specialisti per le gravidanze ad alto rischio: uno ci disse che le possibilità che la bambina vivesse erano meno del 20%, un altro di prepararci subito al peggio. Andammo avanti così fino alla ventiseiesima settimana, quando ci fu spiegato che il flusso di sangue nel cordone ombelicale era compromesso, che si aspettavano un aborto spontaneo nelle ore successive e che per questo dovevo compiere una scelta: lasciar andare subito la mia bambina oppure aspettare e tentare un parto che comunque aveva scarsissime possibilità di riuscire.

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Non ci pensai su due volte: decisi di lottare per quella vita.

Fui ricoverata in ospedale e subito allettata, avvisata che probabilmente nell'arco di 72 ore sarebbe accaduto il peggio. Io accettai il riposo totale e in qualche modo quelle 72 ore sono diventate una settimana, poi due, poi tre... In quei giorni rischiai di finire in sala operatoria diverse volte, ma la mia Adalee riuscì sempre a far tornare accettabili quei valori prima considerati gravi. Dopo quasi quattro settimane in ospedale, però, lei non si muoveva più e il liquido amniotico non era misurabile: era giunto il momento di farla nascere.

Il 22 giugno 2017, a ventinove settimane e cinque giorni di gestazione, è nata la nostra bambina: pesava meno di quanto era stato stimato dai medici, solo 411 grammi. Lo staff medico assecondò il mio desiderio di provare a salvarla, anche se era lunga come una lattina di Coca Cola e si potevano vedere ossa e organi attraverso la sua pelle.

Iniziarono i giorni della terapia intensiva neonatale: furono pieni di ostacoli e noi eravamo preparati a sentirci dire dai medici che la bambina aveva qualche danno di salute irreparabile o che doveva essere operata di urgenza, ma miracolosamente queste notizie non arrivarono mai: non si era mai vista una creatura così prematura che non avesse qualche problema grave.

3 settimane dopo la sua nascita ci fu permesso di prenderla in braccio per la prima volta.

immagine: Facebook/Asheley Zachmeyer

Dopo 106 giorni di vita in ospedale, la nostra bambina era finalmente pronta per andare a casa, anche se a tre mesi di vita pesava solo due chili.

Dire che siamo stati i protagonisti di un miracolo è una vera e propria minimizzazione. La nostra bambina sarà piccola ma è fortissima!".

Tags: BambiniFamigliaStorie
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